In Italia torna il vuoto a rendere, ma non è obbligatorio

11 ottobre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Per la serie a volte ritornano dal 10 ottobre è entrato in vigore in Italia il Var, Vuoto a rendere grazie al decreto n. 142 del 2017 del Ministero dell’ambiente che ha avviato così la sperimentazione del sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all’uso alimentare.

Come funziona il vuoto a rendere? Chi acquista una bottiglia di vetro o plastica potrà riconsegnarla al commerciante e ricevere in cambio denaro, da 3 a 5 centesimi a bottiglia. Una pratica già applicata negli anni ottanta ma poi andata nel dimenticatoio e ora la crisi la riporta in auge.

Per il momento la partecipazione alla sperimentazione è volontaria e riguarderà bottiglie di acqua minerale e di birra servite al pubblico che abbiano un volume compreso tra 0,20 e 1,5 litri. Alla sperimentazione potranno aderire bar, ristoranti, alberghi ed altri punti di ristorazione che apporranno un simbolo all’ingresso del loro esercizio commerciale in modo da rendere evidente la loro adesione. Tutti i negozi aderenti saranno visibili grazie ad un’etichetta verde  ed entreranno a far parte di un apposito Registro degli Operatori virtuosi, pubblicato sul sito istituzionale del ministero e aggiornato con cadenza mensile.

Chi aderisce ha diritto alla restituzione della cauzione versata contestualmente all’acquisto del contenitore riutilizzabile. Per i contenitori di volume compreso tra gli 0,20  saranno necessari infatti 5 centesimi di cauzione e quelli da 1,5 litri, cauzione da 30 centesimi, potranno quindi essere riutilizzati anche più di 10 volte prima di essere buttati via.

Il decreto inoltre tutela i consumatori visto che dispone che la cauzione in nessun caso comporta un aumento del prezzo di acquisto per il consumatore e rimane invariato in tutte le fasi di commercializzazione della filiera.

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