IMMININENTE LA DECISIONE DELLA FED SUI TASSI

21 dicembre 1999, di Redazione Wall Street Italia

Alle 9:00 in punto, presieduto dal governatore Alan Greenspan, e’ cominciato a Washington il meeting della Federal Reserve. Gli occhi di tutti gli analisti, operatori, investitori e trader, sono puntati sui dati che potrebbero spingere Alan Greenspan a varare una stretta monetaria.

Innanzitutto i rapporti su vendite al dettaglio e produzione industriale hanno mostrato che l’economia Usa e’ in ripresa e questo non e’ sara’ apprezzato dalla Fed che gia’ considera la crescita economica americana a livelli superiori a quelli sostenibili.

In secondo luogo, sebbene l’economia si sia rafforzata nell’ultimo trimestre forse anche in ragione del clima da pre-millennio, gli analisti non ne prevedono un rallentamento durante il primo trimestre dell’anno nuovo e la Fed, in questo tipo di scenario, non esitera’ a tagliare i tassi.

Ma per il momento, secondo la maggior parte degli analisti interpellati da WSI, non dovrebbe esserci il rischio di una stretta economica.

Anche se la Federal Reserve decidesse di aumentare i tassi a breve, non dovrebbe farlo nell’incontro di oggi, considerando l’incertezza che ancora aleggia attorno il problema dell’anno 2000 sia negli Stati Uniti che all’estero.

Se il risultato dell’incontro di oggi non da’ adito a incertezze – non ci sara’ un rialzo dei tassi – non si puo’ dire altrettanto delle linee guida direttive che verranno comunicate da Alan Greenspan e dai governatori del Federal Open Market Committee alla fine della riunione.

Gli economisti cioe’ si aspettano l’annuncio della ”tendenza” a modificare la politica monetaria in futuro in direzione di una stretta economica. Tuttavia, secondo il Wall Street Journal, la Fed e’ intenzionata a cambiare il modo in cui ha sembre comunicato le future direttive di condotta. Sembra che la banca centrale americana, preoccupata delle passate reazioni che i mercati hanno avuto alla notizia delle direttive future, questa volta cerchera’ di essere piu’ chiara rispetto al momento in cui sara’ costretta ad intervenire sull’economia.

I mercati, pero’ non dovrebbero reagire drammaticamente a queste nuove direttive. Hanno infatti gia’ messo in conto una piu’ aggressiva condotta della Fed: i contratti futures dei fondi federali hanno gia’ ”scontato” un aumento di 25 punti base in febbraio e i contratti di marzo mostrano ora una probabilita’ del 50% di un aumento aggiuntivo di 25 punti base. E anche il rapporto MMS riflette la paura di una stretta economica della banca centrale di 25 punti base per il mese di febbraio e di un possibile incremento anche a marzo.

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