IL SOLITO RALLY
DI NATALE
DELL’ EUR/USD

15 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

*Antonio Cesarano, Head of Research and Strategy MPS Finance BM S.p.A. Questo documento e’ stato preparato da MPS Finance Banca Mobiliare S.p.A. ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come
definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale
di WSI.

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(WSI) – Capita talvolta di imbattersi in andamenti dei mercati finanziari che
ricordano molto da vicino quanto accaduto in altri periodi di tempo. Ed
allora sorge subito l’interrogativo se davvero si tratti o meno di un
tipico caso di “storia che si ripete”. La risposta in questi casi non può
che basarsi sull’analisi delle analogie dei fattori peculiari dei periodi
temporali a confronto, per poter poi immaginare se la storia continuerà o
meno effettivamente ad essere la stessa.

E’ il caso ad esempio dell’Euro/Dollaro: stupisce quanto l’andamento degli
ultimi 2 mesi circa sia analogo a quello dello stesso periodo del 2004.
Ricordiamo che proprio il 31 dicembre del 2004 il cross raggiunse il
massimo storico a 1,366 per poi evidenziare un andamento opposto nei primi
due mesi del 2005. Per i più scettici il grafico a fondo pagina può essere di
rapida e semplice lettura.

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Cosa sta comportando questa analogia?

In entrambi i casi alla fine dell’anno vi erano innumerevoli fattori macro
che lasciavano immaginare la continuazione del deprezamento del Dollaro.
Nel caso del 2004 si trattava di un trend che era partito da diversi anni:
per la precisione dal 2001. I fattori che spingevano ad ipotizzare un
dollaro debole erano pressoché analoghi a quelli attuali: 1) deficit
partite correnti; 2) attesa di un rallentamento dell’economia Usa; 3)
possibile diversificazione delle riserve valutarie delle banche centrali.

Non tutti i fattori ovviamente risultano essere identici. Ad esmepio a fine
del 2004 la Fed aveva da poco iniziato la fase di rialzo dei tasi dopo
averli tenuti per circa un anno al livello dell’1%. Pertanto era
presumibile immaginare che la Fed potesse continuare su questo sentiero.
Ora invece si discute molto di tagli dei tassi ed anche chi sostiene la
tesi opposta, si limita ad immaginare uno al massimo due ulteriori rialzi.

Ritornando alle analogie, quella che probabilmente risulta essere più
calzante fa riferimento al periodo temporale in cui il cross ha seguito lo
stesso percorso. Si tratta del periodo di fine anno quando tradizionalmente
i volumi si assottigliano ed il mercato rimane più in mano ai trader i
quali lavorano in genere sull’ipotesi macro più accreditata (deprezzamento
Dollaro) per definire il trend da seguire e successivamente tengono a
riferimento i livelli tecnici sulla base dei quali orientano le loro
decisioni di breve.

Ebbene questa è forse l’analogia più forte ed evidente, confermata dal
fatto che sia nel 2004 sia nel 2006 l’accelerazione del deprezzamento del
Dollaro è avvenuta dopo il Thanksgiving Day (quarto giovedì di novembre).
Le settimane di dicembre 2004 antecedenti il Natale, furono caratterizzate
da un movimento laterale dopo il rally di fine novembre, oscilando tra
1,322 e 1,344. Il successivo secondo rally fino alla soglia di 1,366 partì
tra Natale e Capodanno, ossia proprio quando i volumi sono in genere i più
bassi in assoluto nel corso dell’anno.

L’analisi dei fattori analizzati porta a pensare che quest’anno potremmo
continuare ad avere un andamento molto simile con riferimento non solo a
dicembre ma anche al mese di gennaio/febbraio del 2007.VI potrebbe cioè
essere un rally tra Natale e capodanno che potrebbe però essere seguito da
una fase di apprezzamento del Dollaro tra gennaio e febbraio 2007. In
questo senso spinge anche a pensare il fatto che gli operatori speculativi
presentano posizioni lunghe di Euro vs. Dollaro ai massimi storici e
potrebbero prendere profitto proprio ad inizio anno, per crearsi il
classico cuscinetto di utile su cui fare affidamento per iniziare
l’operatività dell’anno con maggiore tranquillità.

Di queste analogie sembra essersi accorta anche la Bce. Non a caso ieri la
Reuters riportava alcune dichiarazioni di fonti ufficiali anonime della
banca centrale secondo cui vi sarebbero fattori tecnici che potrebbero
spingere il cross fino ad 1,36 e successivamente il Dollaro potrebbe
apprezzarsi nuovamente a gennaio. I fattori tecnici cui la fonte potrebbe
alludere farebbero riferimento ai bassi volumi.

In sintesi:

Vi sono fattori di forte analogia tra l’andamento del’Euro Dollaro a
fine 2004 ed a fine 2006;
il parallelismo potrebbe continuare fino ai primi 2 mesi del 2007;
questo ovviamente senza negare il fatto che per l’intero 2007 il trend
primario dovrebbe essre di deprezzamento del dollaro;

Il rischio principale che vi è sempre in questo tipo di analisi basate
sulle analogie è che, se diventano troppo diffuse, i tempi alla fine
possono essere disallineati.
Comunque è bene rimanere in campana!

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