Il green carpet di lady Chopard

19 novembre 2018, di Redazione Wall Street Italia

Grande sostenitrice del lusso eco-sostenibile, la co-presidente e direttrice artistica della maison svizzera ha stabilito nuovi standard nel mondo della gioielleria

A cura di Margherita Calabi

Una donna forte, di successo e una testimone femminile di grande rilevanza nel settore del lusso. Caroline Scheufele (nella foto a sinistra), co-presidente e direttrice artistica di Chopard, è stata la prima a utilizzare la parola “eco-sostenibilità” nelle collezioni di gioielleria. Oggi tutte le sue creazioni sono realizzate utilizzando oro etico al 100%, come il prezioso premio che la Maison ha creato per la seconda edizione degli Oscar della moda sostenibile. Ma questo non è che l’inizio.

Cominciamo con i Green Carpet Fashion Awards: Chopard ha realizzato il trofeo consegnato a star, stilisti e imprenditori (tra cui anche Donatella Versace, Diego Della Valle e Renzo Rosso) lo scorso settembre a Milano. Come si declina l’eco-sostenibilità nella produzione dei gioielli?
“Ho conosciuto Livia Firth, direttrice creativa  di Eco-Age, nel 2010 quando suo marito, Colin Firth, vinse l’Oscar per Il discorso del re.
Mi raccontò con grande entusiasmo del progetto, chiedendomi da dove provenisse il nostro oro. Mi disse che si stava interessando anche ad altri mondi oltre a quello del fashion. Decisi subito di aiutarla. Un anno più tardi la nostra prima miniera d’oro in Colombia ha ricevuto il certificato Fairmined Gold”.

Da luglio 2018 tutto l’oro utilizzato nelle creazioni Chopard è oro etico, ovvero certificato Fairmined. E le pietre preziose invece?

“Per le pietre il processo è inevitabilmente più lungo, i nostri diamanti sono già regolarizzati con il Kimberley Process (questo certificato garantisce che i profitti del commercio dei diamanti non vengano usati per finanziare guerre civili, ndr) ma le miniere non hanno ancora ricevuto la certificazione Fairmined. Tranne una, in Botswana,  da dove proviene il diamante Kalahari. Ci stiamo attrezzando: da tre anni lavoriamo con Gemfields focalizzandoci su pietre specifiche, dall’opale autraliano alla tormalina Paraiba del Mozambico, fino alla tanzanite. Ogni anno è dedicato a una pietra diversa. È un bellissimo viaggio intorno al mondo e allo stesso tempo una grande sfida”.

Nel raccontarsi, dice di essere sempre stata considerata la più “eclettica” della famiglia. Quali sono i tratti distintivi della sua personalità?
“Non accetto ma no come risposta e amo le sfide. Quando parlai per la prima volta di questo progetto a mio fratello, che da anni lavora con delle importanti fondazioni per la salvaguardia dell’ecosistema, mi disse subito di sì. È stato più difficile convincere miei genitori. Abbiamo dovuto rivedere l’intera produzione dei gioielli, tutta l’azienda è stata coinvolta. Ricordo i primi dieci chili d’oro che arrivarono dalla miniera, ai nostri occhi i più preziosi di sempre. I primi pezzi furono realizzati per importanti clienti in visita alla nostra fabbrica. L’oro certificato non è mai stato in contatto con l’oro normale, le due produzioni sono sempre state separate. Non è stato facile ma ci siamo riusciti”.

Come è il rapporto con suo fratello Karl-Friedrich Scheufele, grande gentleman e appassionato di automobili d’epoca, tanto da far diventare Chopard partner ufficiale  della leggendaria Millemiglia?
“Siamo i perfetti contrapposti, ci completiamo a vicenda come lo Yin e lo Yang”.

Ci racconta qualche aneddoto del Festival di Cannes di cui Chopard è anche sponsor? Quale edizione è stata la sua preferita?
“L’anno più speciale è stato il 1989 quando incontrai Elizabeth Taylor. Sul red carpet indossava una collana di alta gioielleria firmata Chopeard, con un pavè di diamanti bianchi e rosa che formavano due fiocchi e un cuore, e un abito di Gianfranco Ferrè. Stava in una grande villa e alle due del mattino ricevetti una telefonata: mi dissero che la Signora Taylor voleva dormire con la collana. Non era una leggenda ma una realtà, ELizabeth Taylor dormiva veramente con i diamanti. La mattina seguente ricevetti una seconda telefonata: la signora Taylor non avrebbe restituito la collana. La comprò invece e mi invitò in villa, per vedere il resto della collezione Chopard. Una volta mi mostrò tutti i suoi gioielli, quelli che le regalò Richard Burton e i pezzi iconici. E’ stato un momento memorabile”.


Natalie Portman indossa gli orecchini Palme Verte in oro etico certificato e diamanti sul red carpet del Festival del Cinema di Venezia 2018


Julianne Moore indossa il collier con tormalina Paraiba disegnato a quattro mani con Caroline Scheufele sul red carpet del Festival di Cannes 2018

Julianne Moore, Cate Blanchett, Lady Gaga e tante altre. Lei ha occasione di frequentare personaggi femminili che sono anche grandi icone di bellezza e di carattere. Chi l’ha colpita di più?
“Sono tutte donne di grande personalità: Julianne è molto elegante, positiva, dedicata al nostro progetto. Insieme abbiamo disegnato un collier in oro e tormalina Paraiba, una delle prime pietre preziose certificate. Cate è una magnifica attrice con un grande senso dell’umorismo. Lady Gaga è unica. Ricordo l’anno in cui suonò per la Elton John
Foundation a Londra: le mandai una grande selezione di gioielli, collane e perle. Quando chiesi ai miei collaboratori cosa avesse scelto mi risposero: tutto, indosserà tutto”.

Chi è la prossima donna che vorrebbe vestire sul red carpet?
“Sicuramente Anne Hathaway e Sandra Bullock, quest’ultima però non è mai stata a Cannes durante il Festival”.

Qual è la sua pietra preferita?
“È sempre il diamante. Se dovessi scegliere, sarebbe un diamante rosa. Non ne possiedo ancora uno”.

Per le creazioni di gioielleria si ispira ai suoi viaggi. Di quale luogo è più innamorata?
“Dell’oceano e del mare perché rappresentano l’infinito, la più totale libertà. Amo le acque del mediterraneo, la Sardegna, Capri…”.

Quali progetti possiamo aspettarci da Chopard per il 2019?
“Sto già pensando alle creazioni per il prossimo Festival di Cannes: saranno sempre molto colorate, amo lavorare con pietre preziose e semi-preziose, le semi-preziose sono belle quanto le preziose. Stiamo lavorando alla rivisitazione di una collezione iconica di orologi e, infine, apriremo un nuovo flagship store a Londra, in Bond Street. Lo store sarà quattro volte più grande di quello che avevamo con un nuovo concept, più orientato sul lifestyle. La sfida è inauguralo prima di Natale”.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di novembre del magazine Wall Street Italia.

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