IL DOW E’ CALATO DEL 9,1% DAI MASSIMI, S&P – 9,3%

14 ottobre 1999, di Redazione Wall Street Italia

Difficile intepretare la psicologia del mercato, in queste ore. Sembra prevalere una sorta di schizofrenia strisciante. Nessuno tra gli operatori, alla borsa di New York, tiene conto in realta’ dei risultati aziendali, generalmente forti e superiori alle aspettative. Tutti gli occhi sono puntati invece sul rendimento del bond a 30 anni, che ha raggiunto oggi il record degli ultimi due anni al 6,33%.
La paura in queste ore, a Wall Street, e’ che i tassi attuali rappresentino la nuova base, il nuovo zoccolo, con cui dover fare i conti. Prima si riteneva che l’attuale fosse la fascia alta del sistema tassi, (6,25% era il livello generalmente accettato) adesso si comincia piuttosto a pensare che si tratti della fascia bassa, cioe’ il ”bottom”. Alcuni operatori ritengono che i prezzi dei bond poi risaliranno e che quindi i tassi torneranno a livelli piu’ digestibili perla borsa. Eppure il ”consensus” (l’opinione del cosiddetto ”smart money”) e’ molto piu’ vicino alla prima ipotesi. Condividerete che si tratta di un notevole cambiamento per la psicologia del mercato.
Dal punto di vista tecnico gli indici dimostrano chiaramente a che stadio delicato si trovi la borsa Usa. Il Dow Jones e’ in pratica al livello considerato di ”correzione” (un ribasso del 10% mentre oggi siamo a -9,1%) rispetto ai massimi stabiliti lo scorso agosto. L’indice Standard & Poor’s 500 ha un comportamento quasi analogo, essendo sceso del 9,3% dal top, mentre il Nasdaq e’ ancora forte, avendo lasciato sul campo appena il 3,7% dal massimo stabilito – fatto clamoroso – proprio lunedi’ scorso. Circa l’ indice delle ”small caps”, il Russell 2000, e’ giu’ del 9,8% dai massimi (anche qui, un soffio dalla zona tecnica di ”correzione”), mentre il Dow Transportation e’ l’unico ad aver subito un vero e proprio crollo: – 23%. In positivo, per chi vuole leggere tali dati a fini di trading, c’e’ da dire che dopo una fase di ”correzione” che non si trasforma in crollo, si verifica sempre un rimbalzo dei prezzi. A seconda di come si sviluppera’ la situazione sui tassi, potrebbe essere un’ottima occasione per ricomprare.
Ma altri indicatori tecnici vanno messi in evidenza. Si tratta di un mercato difficile per i trader, perche’ va detto ci sono parecchie spie rosse d’allarme accese per gli investitori. Lunedi’ scorso, giorno in cui il Nasdaq ha toccato il record di tutti i tempi, al New York Stock Exchange e’ stato registrato il minimo degli ultimi 3 anni nel rapporto azioni in ribasso/azioni in rialzo (la advance/decline line). Infine fa una certa impressione sapere che il 59% dei titoli facenti parte dell’indice S&P 500 siano sotto il livello di prezzo che avevano all’inizio dell’anno. Per il Dow Jones, ben un terzo delle blue chips sono sotto i livelli di inizio 1999.

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