I TASSI DELL’OBBLIGAZIONARIO PESANO SU WALL STREET

17 novembre 1999, di Redazione Wall Street Italia

E’ stato il mercato obbligazionario a soffocare oggi il rialzo sul fronte delle azioni, a Wall Street. Essendo ripartite le tensioni inflazionistiche che ieri sembravano totalmente esorcizzate con la mossa della Federal Reserve (+0,25% federal funds e tasso di sconto), il T-Bond a 30 anni ha perso quasi un punto, a quota 99,94 ed e’ salito in termini di rendimenti al record degli ultimi giorni, al 6,12%.

Alla fine della seduta in borsa cio’ ha provocato un’ondata massiccia e insitente di vendite su tutti i titoli finanziari, e poi a cascata su alcuni tecnologici e sui titoli internet, cioe’ esattamente i settori che ieri avevano messo a segno ottime performances.

Eppure molti dei trader ritengono che si tratti di una salutare pausa, sia per i bond che per le azioni, dopo giorni e giorni di rialzi.

Varra’ la pena ricordare che il Nasdaq, che proprio ieri aveva battuto il suo 40esimo record dell’anno, e’ in crescita del 50% da gennaio, ed e’ salito di circa il 20% nell’ultimo mese.

Oggi l’indice dei titoli tecnologici ha chiuso in ribasso di 26,50 punti (-0,80%) a quota 3.269,02 e sotto quota 3.300 (che aveva superato per la prima volta intraday in mattinata). Negativo anche lo Standard & Poor’s 500, che ha perso 9,32 punti (-0,66%) a 1.410 mentre il Dow Jones se l’e’ cavata con un calo di 49,24 punti (-0,45%) tornando pero’ sotto quota 10.900.

Il Nasdaq ha battuto il nuovo record assoluto di volumi scambiati, con 1 miliardo e 650 milioni di azioni passate di mano. Mai nessuna borsa al mondo aveva raggiunto simili livelli.

Secondo gli operatori oggi e’ tornata alla superficie la paura di un quarto rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed. Mentre fino a stamattina si diceva che quello di ieri sarebbe stata l’ultima ”stretta” della Fed per lungo tempo.

Il ribasso di 30/32 del T-Bond e’ stato anche agevolato da un dollaro debole, dal forte aumento dei prezzi petroliferi, e dalle emissioni obbligazionarie del settore aziendale e di alcune agenzie governative. Per questo oggi tutti si sbarazzavano dei Treasury.

Un particolare tecnico che conferma i timori di una possibile ripresa dell’inflazione: i contratti futures sui tassi di interesse indicano una chance del 33% di un ulteriore aumento dello 0,25% dei tassi a breve per il prossimo meeting di febbario della Federal Reserve, rispetto al 12% che si registrava ieri.

In particolare, sul fronte azionario, i titoli finanziari hanno perso gran parte di quel avevano guadagnato ieri, con le banche e i broker in piu’ forte caduta. Tra le case di brokeraggio Merrill Lynch e’ calata di 3 e 1/16 a 84 e 11/16, Charles Schwab ha perso 1 e 7/8 a 44 1/8, Ameritrade ha lasciato sul terreno 3 e 1/4 a 27 e 1/2, E-Trade ha perso 3 e 7/8 a 35 e 1/4, e Donaldson, Lufkin & Jenrette e’ scesa di 2 e 1/4
55 1/8.

Ottima seduta invece per i titoli del settore petrolifero, visto che il petrolio e’ salito di 1,53 dollari al barile. Le migliori sono state Transocean Offshore, salita di 2 e 1/4 a 32 1/4, Diamond Offshore, in crescita di 1 e 3/8 a 35 e 15/16, Schlumberger + 2 e 1/8 a 68 5/8, e infine Halliburton, in su di 1 e 7/16 a 44.

Mentre la maggior parte di titoli internet ha accusato ribassi diffusi, sul fronte high tech e’ stata davvero notevole la performance di Oracle (ORCL), salita di 5 e 1/2 a quota 70. Oltre alla banca d’affari citata in precedenza da WSI (VEDI ARTICOLO), nel pomeriggio anche la Merrill Lynch ha aumentato il target price di Oracle nei prossimi 12 mesi; a 80 dollari.

Tra i titoli in tensione, oltre a quelli segnalati tra i piu’ trattati al New York Stock Exchange e al Nasdaq a meta’ seduta (VEDI ARTICOLO), ricordiamo BEA Systems (BEAS) in rialzo di 10 e 3/8 a 82 7/8, Hewlett-Packard (HWP) salita di 1 e 7/16 prima di annunciare i risultati trimestrali; Applied Materials (AMAT), su di 5 a 110 e 1/2; Whole Foods Market (WFMI) in crescita di 4 a 37; CMGI (CMGI) che ha fatto un balzo in avanti di 18 e 3/16 a 121 e 15/16 dopo i commenti positivi di Goldman Sachs e Prudential; quest’ultima ha fissato un target price per (CGMI) di 186 dollari.

In linea con i collocamenti di maggior successo, quello odierno di Terra Network (TRRA), salita di 24 punti a 37 e 1/2 nel primo giorno di debutto. WSI vi consiglia di calcolare voi stessi la variazione percentuale, di nuovo, per pentirvi se non avete questo titolo di ”marca spagnola” in portafoglio.

Hai dimenticato la password?