I MIEI INDICATORI SONO NEUTRALI

17 ottobre 1999, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici Standard & Poor’s 500 e Dow Jones sono giu’ di circa il 12% dai massimi. Le parole di Greenspan, giovedi’ scorso, hanno provocato panico sul mercato azionario nella seduta di venerdi’, accentuando ancor di piu’ una correzione
gia’ in corso datempo. Nel passato i discorsi di Greenspan hanno spesso causato panico in borsa, come l’ormai famoso commento sull’irrazionale esuberanza, che risale al 5 dicembre 1996. Ma alla fine, Wall Street ha sempre recuperato, fino
a toccare nuovi massimi. Secondo me, Greenspan e’ la persona piu’ importante per il mercato finanziario, e bisognerebbe prestare attenzione a cio’ che dice.
Il chairman della Fed e’ stato molto vigile e ha compiuto il suo dovere fino in fondo, per assicurarsi che la borsa non
finisca fuori controllo. Io sarei d’accordo con la tendenza a un irrigidimento della politica monetaria, alla luce del fatto che una correzione adesso e l’attento monitoraggio di Greenspan aiuteranno a troncare la spesa per consumi. Una buona parte delle preoccupazioni del chairman della Banca Centrale Usa viene dall’aumento dell’inflazione calcolata sull’indice CIBCR (salito in modo sostanziale in settembre) annunciato venerdi. E ovviamente venerdi’ il
balzo inaspettato dei prezzi alla produzione ha
aumentao tra gli operatori i timori di una stretta della Federal Reserve. Il ppi e’ salito dell’1,1%, rispetto allo 0,5% il mese precedente. E’ il maggior incremento dal settembre 1990. Io continuo a raccomandare l’ investimento sul mercato azionario, poiche’ i miei indicatori sono ancora in territorio neutrale. Inoltre fisserei la probabilita’ di un altro incremento dei tassi al 60/40, anche se non necessariamente la scandenza potrebbe essere il mese prossimo. Poiche’ questa correzione in borsa ha gia’ fatto
scivolare i prezzi del 12%, io credo che il massimo ribasso possibile possa essere compreso tra il 5 e il 10% da qui, cioe’ dalla chiusura di venerdi’. Detto questo, continuo a prevedere quota 12.500 per il Dow Jones e quota 1.600 per lo Standard & Poor’s 500, basandosi sulla valutazione del nostro portafoglio di bond per i prossimi 12 mesi. Con il titolo del Tesoro Usa attualmente in oscillazione tra il 6,26% e il 6,30%, i trader hanno gia’ incorporato un’inflazione piu’ alta; e per questo il prezzo del bond non e’ sceso quando venerdi’ e’ stato annunciato il dato sui prezzi alla produzione. Sono convinta che investire in
bonds possa comportare ritorni tanto buoni quanto
quelli del mercato azionario. Il mio modello
continua a prevedere che il rendimento dovebbe attestarsi a circa 160 punti base piu’ in basso rispetto al livello in cui i bonds sono adesso. Al momento, il bond a 10 anni rende il 6,12%; il mio modello prevede circa il 4,5% del pacchetto azionario, entro i prossimi 12 mesi.

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