I consigli di Warren Buffett? Superati, secondo i robo-advisor

6 marzo 2017, di Mariangela Tessa

I consigli di Warren Buffett? Non funzionano più. Sono diversi i gestori a pensarla in questo modo. Soprattutto quelli che usano le nuove tecnologie per costruire portafogli.  Per questi ultimi, il suggerimento più comune tra l’investitore ordinario, ovvero quello di puntare sui fondi che seguono l’andamento dell’indice S&P 500 non è più vincente.

Di questa idea è Jon Stein, CEO e fondatore of Betterment, robo-advisor, che in una recente intervista alla Cnbc “questa strategia “non funziona più. Stein sostiene che si possono costruire portafogli con rendimenti superiori a quelli del fondo S & P 500 sfruttando le agevolazioni fiscali. Sono molti i gestori tra cui Charles Schwab e Wealthfront, che, in prossimità della dichiarazione dei redditi, utilizzano la leva fiscael per ottimizzare i rendimenti. Per esempio, vendendo un asset per generare una perdita e quindi compensare le plusvalenze.

Si tratta dunque di sistemi più sofisticati rispetto a quelli tradizionali suggeriti dal finanziare americano Buffett, famoso la sua capacità di scommettere sul “cavallo giusto”.

In generale, i robo-adviser creano portafogli che sono più diversificati rispetto a un fondo S&P 500. I loro portafogli vengono costruiti sulla base di fondi indicizzati a basso costo che investono in azioni e obbligazioni negli Stati Uniti ma anche su mercati internazionali, nonché immobili e materie prime.

La costruzione del portafoglio segue di solito la tolleranza al rischio del cliente. I ritorni per quei portafogli possono quindi variare notevolmente a seconda strategia d’investimento del robo-advisor e dei fondi che utilizzano.

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