Hedge fund robotizzati, attenzione ai rischi

11 gennaio 2018, di Livia Liberatore

Gli asset gestiti dagli hedge fund quantitativi hanno quasi raggiunto i mille miliardi. Nell’ottobre 2017 erano 940 miliardi, una cifra quasi doppia rispetto al 2010: la rapida crescita è stata accelerata dalla diffusione delle strategie di trading automatizzate, che fanno uso dei big data per decidere l’investimento migliore. Un articolo di Il Sole 24 Ore ,che riprende uno studio del Financial Stability Board, avvisa sui possibili rischi dell’avvento delle macchine nel mondo della finanza.

I lati positivi sarebbero la possibilità di analizzare grosse quantità di dati in pochi secondi e la diminuzione dei costi per il cliente finale. Ma i punti a sfavore potrebbero essere maggiori. Innanzitutto perché le intelligenze artificiali agiscono con strategie di investimento in buona parte simili tra loro. In pratica, i robot della finanza si potrebbero muovere come un gregge e amplificare gli shock finanziari, oppure, come si legge nel rapporto del Financial Stability Board, essere usati da cybercriminali per manipolare i prezzi o rubare informazioni.

Un altro rischio deriva dal fatto che parte delle strategie di investimento usate dalle intelligenze artificiali sono nate negli anni recenti, in un contesto di crescita solida delle Borse e di bassa volatilità. Questi modelli:

“possono non agire in modo ottimale durante recessioni economiche significative o crisi finanziarie”, scrive il Financial Stability Board, l’organismo del G20 per monitorare la stabilità dei mercati.

Infine, se tante diverse aziende del settore delle intelligenze artificiali sviluppano singole strategie di trading:

“diventa difficile per i supervisori prevedere come tutti questi  diversi modelli interagiscono insieme sui mercati, in particolare nelle fasi di shock”.

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