Gundlach: “Dollaro debole aiuterà gli emergenti”

12 settembre 2018, di Alessandra Caparello

È un ottimo momento per acquistare materie prime, visto che ai prezzi attuali sono da ritenere molto economiche. È il consiglio di investimento di Jeff Gundlach, numero uno di DoubleLine Capital.

In un webcast con gli investitori, Gundlach afferma di non essere un fan dei corporate bond Usa in questo frangente e che i junk bond presentano valori troppo elevati. Secondo il CFO di DoubleLine Capital il prossimo movimento per il dollaro potrebbe essere al ribasso, il che potrebbe portare sollievo ai titoli non statunitensi come quelli dei mercati emergenti.

“Non penso che avremo nuovi massimi nel dollaro senza prima vedere nuove mosse al ribasso. Probabilmente finiremo con il dollaro in calo a fine anno rispetto ad ora”.

Gli speculatori a lungo termine potrebbero finire male, in parte per via del fatto che il presidente Donald Trump vuole vedere il biglietto verde più debole, sostiene Gundlach. Un dollaro forte e le minacce di Trump di una guerra commerciale hanno danneggiato le azioni e le obbligazioni in diversi mercati emergenti tra cui la Turchia e l’Argentina, che affrontano maggiori oneri del debito, mentre le loro valute si continuano a deprezzare rispetto al dollaro in un contesto di iperinflazione.

Mentre i principali indicatori economici non mostrano alcun segno di una recessione imminente, anzi, l’economia statunitense va a gonfie vele, i mercati globali potrebbero affrontare, sostiene sempre Gundlach, problemi più ampi se le condizioni dei mercati emergenti peggioreranno. Ma grazie a un dollaro in fase calante da qui a fine anno, questo non dovrebbe succedere.

Tra gli altri consigli di investimento, oltre alle commodities Gundlach indica i prestiti bancari e i titoli garantiti da ipoteca non di agenzia come i migliori tipi di debito da acquistare nel mercato odierno. Infine, il CFO sottolinea che l’indice S&P 500 potrebbe chiudere l’anno su valori inferiori a quelli di di inizio 2018, mettendo fine alla divergenza con altri mercati azionari che quest’anno sono stati colpiti dalle vendite.

La divergenza attuale è assolutamente clamorosa (vedi grafico sotto riportato):

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