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Spread interno e curva dei rendimenti

Capire lo Spread1° Capitolo | 2° Lezione

12 febbraio 2016, di Daniele Chicca

Per Spread interno si intende quello tra le diverse scadenze dei tassi di un singolo paese. Per esempio nel caso italiano può essere la discrepanza tra il rendimento del Btp decennale e quello del titolo equivalente a tre mesi (Bot). Questo divario normalmente è positivo, perché i titoli a breve rendono meno di quelli a lunga scadenza, in quanto comportano rischi minori.

Il classico grafico che si prende in esame per misurare questo spread è la cosiddetta curva dei rendimenti, in cui l’ascissa è rappresentata dalla scadenza dei tassi dei titoli del debito e l’ordinata dal valore del rendimento. Se la curva si appiattisce, significa che c’è meno differenza tra il tasso a 30 anni e quello più a breve. Se viceversa si irripidisce, significa che lo Spread è aumentato.

Curva dei rendimenti di area euro, dollaro e sterlina britannica.

Cosa vogliono dire curva piatta e ripida

La curva dei rendimenti può essere calcolata per qualsiasi tipo di bond, Treasuries, titoli societari con rating creditizi alti, etc. Ci sono diversi tipi di curve dei rendimenti, che vengono monitorare da vicino dai mercati perché danno per l’appunto un’idea della variazione del tasso di interesse futuro e dell’attività economica. Una curva invertita vede i tassi a breve rendere di più di quelli a lunga scadenza, per via del rischio associato con il tempo. In una situazione di grave crisi imminente è possibile che si verifichi un fenomeno simile.

Una curva normale vede invece i bond a più lunga scadenza rendere più dei bond a brevi. Il grafico rappresenta una curva convessa con la “pancia” rivolta verso l’alto. Una curva appiattita è invece quella in cui i rendimenti a breve e lungo termine sono molto vicini tra loro. È un segnale di situazione instabile, di un periodo di transizione economica. Quanto è ripida la pendenza della curva è un fattore molto importante: più è ampio, maggiore è il differenziale tra i tassi a breve e lungo termine.

Un appiattimento dello Spread tra i tassi a breve e a lungo termine, conseguenza di un incremento dei rendimenti a scadenza più lontana, può segnalare problemi in arrivo in futuro. Un irripidimento è un segnale invece di turbolenze nell’immediato.

Aspettative di default, recessione e inflazione

Quando gli investitori prevedono che i tassi di interesse salgano in futuro, chiederanno un ritorno più alto dal loro investimento nei bond a lungo termine. Se i bond a lunga scadenza non offrono un tasso più alto nella situazione appena descritta, gli investitori finiranno semplicemente per comprare titoli a breve scadenza, con l’aspettativa che quando il titolo giungerà a scadenza, saranno in grado di ottenere un ritorno più alto dal loro prossimo investimento nel mercato del reddito fisso.

Spesso quando l’economia sta uscendo da una fase di crisi come una recessione, il mercato si aspetta un incremento dei tassi di interesse. Ciò avviene perché in un contesto di ripresa economica di solito le imprese sono spinte a chiedere più soldi in prestito (per gli investimenti nei loro progetti), il che aumenta fisiologicamente la domanda nel mercato del credito, esercitando pressioni al rialzo sui tassi di interesse. Il risultato è un irripidimento della curva dei rendimenti.

Un po’ come avviene quando la curva dei rendimenti si inverte, lanciando un campanello di allarme di contemporaneo default del debito e recessione a breve in vista, anche quando la curva si appiattisce di solito ci si trova in una fase di difficoltà per l’economia. Succede quando le aspettative di inflazione si riducono fino al punto in cui gli investitori non chiedono più di ottenere un premio di rendimento per investire i propri soldi per un periodo più lungo di tempo.

 

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