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Obbligazioni e bond: cosa sono

Bond, la guida1° Capitolo | 2° Lezione

5 novembre 2015, di Daniele Chicca

Le obbligazioni sono emissioni di debito per un determinato periodo di tempo al termine del quale il compratore (creditore) ha diritto alla riscossione di un tasso di interesse fisso. I bond sono utilizzati da società, amministrazioni locali (o anche Stati federali nel caso degli Stati Uniti e della Svizzera, ad esempio) e governi sovrani per finanziare le proprie esigenze di indebitamento o una serie di progetti e attività, come investimenti in infrastrutture o materiali di produzione. I proprietari dei bond sono detti obbligazionisti.

In Italia le obbligazioni sono disciplinate dal libro IV del diritto civile. Sono detti titoli del debito fisso perché garantiscono a chi li acquista un rendimento fisso stabilito dalla cedola. Insieme a titoli azionari e cash fanno parte delle classi di asset principali scambiate nei mercati finanziari. La maggior parte dei bond societari e governativi sono scambiati nelle piattaforme di pubblico scambio, come il MOT italiano, mentre altri titoli passano di mano nei mercati over-the-counter (OTC).

Come funzionano

Quando una società o un governo ha bisogno di reperire finanziamenti sul mercato per finanziare nuovi progetti, rifinanziare il debito oppure poter continuare a effettuare operazioni in corso, ha la possibilità di emettere direttamente dei bond agli investitori interessati, invece che ottenere un prestito a una banca. Così facendo l’entità si indebita, impegnandosi a restituire in una data predeterminata alla fine del prestito il fondo (il capitale dell’obbligazione) con un tasso di interesse (cedola). Tutto viene prestabilito da contratto.

Il prezzo di emissione di un titolo obbligazionario viene stabilito a un valore di facciata di 100 o 1000 euro per ogni singolo bond. Il prezzo di mercato di un determinato bond dipende invece da una serie di fattori, tra cui la qualità del credito di chi emette il debito, la durata del prestito (che può variare da 1 giorno a 30 anni) e la differenza tra il rendimento garantito dalla cedola e il tasso di interesse generale del momento.

Caratteristiche comuni

  • Il valore nominale (face value) è la somma di denaro che il bond varrà alla sua scadenza. È un valore che viene anche utilizzato come punto di riferimento dall’entità che emette il debito nel calcolare gli interessi da sborsare ai creditori.
  • La cedola (coupon) legata a una obbligazione è a tutti gli effetti il tasso di interesse cui il detentore del bond ha diritto alla scadenza del prestito. I bond che non prevedono il versamento di alcun interesse si chiamano “zero-coupon”. In pratica la cedola è il tasso di interesse calcolato rispetto al valore nominale del bond. Il rendimento da versare allo stacco della cedola è espresso in percentuale.
  • La data dello stacco della cedola è il giorno nel quale l’emittente di debito effettuerà il pagamento degli interessi. Gli intervalli più classici (maturity) di durata del debito obbligazionario sono di un anno o sei mesi.
  • La data di scadenza è il giorno nel quale il contratto termina e in cui il debitore deve restituire all’obbligazionista il valore nominale del bond.
  • Il prezzo di emissione è il valore del bond nel momento in cui l’emittente lo vende a un investitore, che comprando diventa così obbligazionista.

Il valore nominale si contrappone al valore reale di mercato, che tiene conto del rapporto tra domanda e offerta del determinato bene.

Come viene determinato il tasso di interesse

I due elementi principali che concorrono a determinare un tasso di interesse di un bond sono la qualità del credito dell’emittente e la durata del prestito. Se l’emittente, per esempio, ha una qualità creditizia bassa, come per esempio la Grecia nel 2015, vuol dire che il rischio che l’entità faccia default sul debito è più alto della media e ciò significa che i bond emessi avranno un valore inferiore alla media mentre i tassi saranno più elevati.

I rating sul credito di un paese o di un’azienda sono calcolati ed espressi dalle agenzia di rating (Le tre agenzie americane Standard & Poor’s, Fitch, Moodys’ sono le più importanti). Più la durata del prestito è lunga, più alto sarà il tasso di interesse. I bond a lunga scadenza tendono inoltre ad avere una liquidità inferiore ai titoli corrispondenti ma a più breve scadenza. Per via delle caratteristiche sopra citate, i bond con una scadenza più lunga garantiscono ritorni da investimento maggiori. Se il rendimento del titolo a breve supera quello a lunga scadenza, si parla di inversione della curva dei rendimenti.

Più è basso il rendimento e più significa che il debito in vendita comporta rischi limitati. Quando i gestori e investitori devono scegliere quanto esporsi al rischio nel costruire il loro portafoglio nel mercato obbligazionario, tendono a prendere in considerazione la durata (ovvero la sensibilità dei prezzi a variare in base agli sbalzi dei tassi di interesse di mercato) e la convessità (ovvero la curva dei rendimenti).

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