Guerra dazi: Trump depone l’ascia di guerra con la Cina

13 novembre 2018, di Mariangela Tessa

Si diradano le nubi tra Stati Uniti e Cina da mesi al centro di una battaglia senza esclusione di colpi sul fronte commerciale. In vista dell’incontro di fine mese tra il presidente americano e quello cinese, i ministri delle Finanze di Usa e Cina avrebbero ripreso a discutere di un ipotetico accordo commerciale con l’obiettivo di allentare le tensioni tra le due potenze economiche mondiali.

Stando a fonti del Wall Street Journal, il segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, e l’equivalente cinese, il vice premier Liu He, si sarebbero parlati venerdì scorso scorso per provare a fissare i paletti per un possibile accordo. A quanto si apprende, le posizioni restano tuttavia ancora lontane. Si parla di una riunione tra i leader delle principali economie al mondo a novembre.

Citando fonti vicino alle trattative, il quotidiano americano riferisce che Washington chiede a Pechino una proposta concreta prima che i negoziati possano realmente ripartire. Dal canto suo, la nazione asiatica invece vuole prima parlare temendo di perdere la leva negoziale presentando una proposta formale.

Alcuni membri dell’amministrazione Usa credono che al massimo, con il faccia a faccia tra Trump e Xi nell’ambito del G20 in Argentina di fine novembre si possa raggiungere una tregua seguita negoziati dettagliati. Una tregua impedirebbe all’America di imporre dazi ulteriori su importazioni cinesi aventi un valore annuo di 267 miliardi di dollari. Con la loro entrata in vigore praticamente tutti i prodotti importati dalla Cina in Usa sarebbero tassati.

Ma se le tensioni con la Cina sembrano allentarsi, la tregua di Trump con l’Europa potrebbe finire presto.  Stando a Bloomberg, alla Casa Bianca sta circolando una bozza di uno studio del dipartimento del Commercio sulle possibili minacce della sicurezza nazionale dalle importazioni di auto in Usa.

Si tratta della stessa ‘scusa’ usata dall’amministrazione Trump per imporre dazi sull’acciaio e sull’alluminio in arrivo in America e che dal primo giugno scorso hanno colpito anche Ue, Canada e Messico.

Per ora non sono chiare quali siano le intenzioni del 45esimo presidente americano, che potrebbe usare la minaccia dei dazi sulle quattro ruote e sulla componentistica come leva nei negoziati commerciali in corso (quelli con la Ue inclusi).

Di certo, in settimana la commissaria Ue Cecilia Malmstrom è attesa a Washington, dove incontrerà il rappresentante commerciale statunitense Robert Lighthizer in vista di un avvio formale dei negoziati previsto a metà del prossimo gennaio.

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