Guerra dazi: è tregua, la Cina si piega a Trump

21 maggio 2018, di Mariangela Tessa

Spirano venti di pace nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Dopo giorni di negoziati serrati, i due paesi hanno deciso di sotterrare l’ascia di guerra, non aumentando i rispettivi diritti di dogana. Lo ha confermato ieri il Segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin.

In precedenza era stato il vicepremier cinese, Liu He, ad annunciare, attraverso l’agenzia di stampa ufficiale cinese il raggiungimento di un accordo che prevede un impegno cinese ad aumentare considerevolmente gli acquisti di merci statunitensi per riequilibrare il deficit commerciale Usa e ad aprire ulteriormente il mercato cinese.

Mnuchin ha spiegato che si sono degli impegni precisi per ciascun settore industriale senza però aggiungere dettagli. Nel settore dell’energia gli Usa, ha indicato Mnuchin, si attendono acquisti annui tra i 50 e i 60 miliardi di dollari annui per i prossimi 3-5 anni.

Secondo quanto riporta un comunicato diffuso dalla Casa Bianca:

“Per soddisfare le necessità del crescente consumo del popolo cinese e quelle di uno sviluppo economico di alta qualità, la Cina aumenterà significativamente gli acquisti di merci e servizi Usa. Questo contribuirà a sostenere la crescita e l’occupazione negli Stati Uniti”, si legge nel comunicato. E ancora: “Entrambe le parti hanno concordato su significativi aumenti nell’export agricolo ed energetico Usa”. “Le delegazioni – prosegue la nota – hanno discusso anche di espandere il commercio nei beni manufatturieri e nei servizi. C’è stato un consenso sulla necessità di creare favorevoli condizioni per incrementare il commercio in queste aree”.

Infine, un accenno agli investimenti:

“Entrambe le parti hanno concordato di incoraggiare gli investimenti reciproci e di sforzarsi di creare condizioni corrette e di parità per la competizione”, conclude il comunicato, sottolineando che “Usa e Cina continueranno ad impegnarsi ad alto livello su queste questioni e a cercare di risolvere le loro preoccupazioni economiche e commerciali in modo attivo”.

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