GUADAGNI GARANTITI SE VA IN SCENA LA BUTTERFLY

7 dicembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

*Pierpaolo Scandurra è Managing Director di www.certificatiederivati.it. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

(WSI) – Che si voglia investire su un indice azionario con la protezione totale del capitale ( gli Equity Protection sul mercato italiano sono ormai più di 400) o guadagnare qualsiasi sia la direzione presa dal mercato ( caratteristica tipica dei Twin Win), o ancora contare su una leva costante , più correttamente definita partecipazione, applicata sulla variazione positiva o negativa di un indice, insomma che si senta l’esigenza di proteggere il capitale, di avere un rendimento benché minimo o di massimizzare i profitti con una leva, si ha solo l’imbarazzo della scelta tra le numerose proposte quotate sul segmento di Borsa dedicato ai certificati di investimento.

Ma c’è un particolare certificato, regolarmente quotato al SeDeX, che grazie alle mutate condizioni di mercato rispetto all’emissione, avvenuta esattamente nove mesi fa, merita di essere osservato con attenzione: si chiama Butterfly ed è stato lanciato sul mercato da Sal.Oppenheim. Emesso il 5 marzo 2007 ad un prezzo nominale di 1000 euro, il Butterfly Certificate ( il nome si ispira chiaramente alla struttura in opzioni che sta alla base) propone di puntare sull’indice azionario europeo per eccellenza, il Dj Eurostoxx50, con un’aspettativa di guadagno certa, a prescindere dalla direzione che prenderà l’indice nei prossimi quattro anni e sette mesi. Infatti nella peggiore delle ipotesi il certificato, proteggendo interamente il capitale iniziale, rimborserà a scadenza un importo pari a 1000 euro, corrispondente quindi ad un rendimento complessivo del 14,5% dagli attuali 873 euro di quotazione ( annualizzando il ritorno si sta poco al di sotto del free risk).

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E il peggiore degli scenari si verificherà tuttavia solo nel caso in cui l’indice Dj Eurostoxx50, rilevato in fase di emissione a 4011,63 punti, andrà a toccare nel corso della vita del certificato, le due barriere poste rispettivamente al 150% ( 6017,45 punti) e al 60% ( 2406,97 punti) del valore di riferimento iniziale. In assenza di evento barriera, a scadenza verrà rimborsato il capitale nominale maggiorato del 190% della performance realizzata del sottostante, se questa sarà stata positiva, o del 140% se questa sarà stata negativa. Ipotizzando dunque alla data del 6 luglio 2012 una crescita dell’indice pari al 40% ( senza però che questa sia mai arrivata a toccare la soglia del 50% dal livello di emissione) , si riceverà un rimborso di 1760 euro , pari cioè al 76%; viceversa, supponendo un ribasso dell’indice del 30% si percepirà un rimborso di 1420 euro, pari cioè al 42% ( naturalmente in assenza di evento barriera). Va tuttavia sottolineato il particolare meccanismo di attivazione delle barriere: se ad esempio verrà toccata la barriera inferiore e l’indice poi sarà capace di tornare ad un livello superiore a quello dell’emissione non si perderà la partecipazione in leva, mentre se così non fosse verrà rimborsato il valore nominale. Lo stesso vale per la barriera superiore, mentre nell’ipotesi che vengano toccate entrambe le barriere si otterrà il solo nominale.

Esemplificando, si riceveranno 1000 euro di rimborso solo nel caso in cui:

• vengano toccate entrambe le barriere;
• venga toccata la barriera UP, posta a 6017,45 punti, e l’indice chiuda a scadenza ad un livello superiore ai 4011,63 punti;
• venga toccata la barriera Down, posta a 2406,97 punti, e l’indice chiuda al di sotto dei 4011,63 punti.

La quotazione attuale, inferiore al valore nominale, rende ancora più interessante un certificato che già in emissione comportava un rischio massimo pari alla sola restituzione del capitale nominale e implicitamente alla “perdita” dei dividendi distribuiti dall’indice ( pari ad un 3,3% annuo) . Allo stato attuale questo rischio si è tramutato in un rendimento minimo del 14,52% ( pari al 3,16% annuo semplice). Inoltre, considerando l’effetto leva sia al rialzo ( al 190%) che al ribasso (del 140%) sarà sufficiente un movimento del 10% dell’indice per dare luogo ad un’overperformance del certificato, pari al 19% al rialzo o al 14 % al ribasso. Applicando infine queste percentuali al prezzo di acquisto si otterrà che per un 10% di movimento dell’indice si beneficerà di un rendimento rispettivamente del 36,3% e del 30,07%.

Per maggiori dettagli o informazioni vi invitiamo a scriverci sul Forum di WSI o a visitare il nostro sito specializzato.

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