Grecia: si è aperta una nuova crisi

16 dicembre 2016, di Alessandra Caparello

ATENE (WSI) – Ennesimo braccio di ferro tra la Grecia e l’Unione europea. I creditori della Troika negano la nuova tranche di aiuti ad Atene e questo dopo l’annuncio di Alexis Tspiras di dare una boccata d’ossigeno ai pensionati a basso reddito con un bonus tutto per loro.

Il capo del governo ellenico dopo i continui tagli avvenuti tra il 2010 e il 2014, con una perdita di oltre il 30 per cento del PIL nazionale, ha deciso di dare un po’ di sollievo ai pensionati, tra i più colpiti nell’ultimo periodo di rigore. In un discorso alla televisione greca Tspiras aveva parlato di una situazione migliore per il paese e con un 2016 che si dovrebbe chiudere con un avanzo primario.

Un tesoretto accumulato inatteso, che nelle intenzioni di Alexis Tspiras deve essere elargito sotto forma di un bonus da 600 euro agli aventi diritto prestabiliti, ovvero i pensionati con un assegno previdenziale sotto gli 850 euro.

La mossa ha tuttavia infastidito la troika che ha promesso una risposta dura. I ministri delle finanze europee questo mese infatti avevano concordato una serie di tagli del debito ellenico a breve termine per consentire alla Grecia di attuare un rapporto debito-PIL entro un massimo di 20 punti percentuali.

Francia si oppone, Fmi si tiene fuori

I creditori europei hanno fatto marcia indietro, in una decisione non è piaciuta per niente a Francois Hollande. Il presidente francese ha detto che è “fuori discussione” che si chiedano altri sforzi alla Grecia e altri sacrifici ai suoi cittadini, di un paese che viene da cinque anni di misure di austerity.

Ma l’annuncio di Tspiras sul bonus da 600 euro a più di 1 milione di pensionati con redditi bassi, nonché su un congelamento dell’aumento dell’Ivasono stati interpretati come provvedimenti non in linea con gli impegni assunti dalla Grecia nel suo programma di salvataggio, come ha sottolineato ieri a Bruxelles Jerome Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo.

Secondo il piano di aiuti in cui è ancora impegnata la Grecia, infatti, il governo di Atene è obbligato a informare le autorità di ogni modifica del suo piano di spesa, cosa che non ha fatto in questo caso. Una nuova bomba ad orologeria sotto l’Acropoli, a cui si aggiunge il fatto che il Fondo monetario internazionale non ha ancora sciolto le sue riserve sul piano di salvataggio. Ancora non si sa se l’istituto di Washington, favorevole a una ristrutturazione del debito gravoso greco, parteciperà o no come creditore senza ottenere garanzie sulla sostenibilità delle finanze pubbliche della Grecia.

Senza un accordo sul debito pubblico con le autorità europee, il premier Tsipras ha ammesso che si andrà alle elezioni anticipate in Grecia. Sarebbe l’ennesimo punto politico critico per l’Eurozona l’anno prossimo, dopo quelli già calendarizzati in Francia, Olanda e Germania. Anche l’Italia potrebbe andare alle urne un anno prima del previsto, nel 2017.

Sui mercati finanziari (segui live blog), la tensione si fa sentire: i rendimenti dei titoli decennali ellenici rendono più del 7%, portando lo Spread con i tassi degli omologhi Bund tedeschi oltre i 700 punti base.

 

 

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