Governo immobile: si fermano incentivi e spesa per infrastrutture

13 marzo 2018, di Mariangela Tessa

Il passaggio da un governo all’altro, non è una novità, rallenta i decreti attuativi. In attesa del nuovo esecutivo, secondo quanto scrive il Sole 24 Ore, “il governo uscente deve ancora portare al traguardo provvedimenti attuativi che in un triennio valgono circa 850 milioni di agevolazioni alle imprese. Di questi, oltre un terzo riguarda misure indirizzate al rilancio dell’economia del Mezzogiorno: le Zone economiche speciali e il Fondo imprese Sud”.

Una cifra enorme che si confronta con numeri altrettanto significativi. Secondo secondo dati elaborati dall’Ance su fonte Commissione Ue, ripresi dal quotidiano economico, l’Italia resta al quartultimo posto tra i paesi europei nella spesa 2017 dei fondi strutturali Ue. Alla fine dell’anno, 2,833 miliardi su 51,7, e cioè il 5,6% sul totale della programmazione 2014-2020 (2023 il termine effettivo), contro una media europea del 10,5%, e 24 paesi su 28 che fanno meglio di noi.

Solo considerando il Fesr (infrastrutture e investimenti produttivi), la spesa 2017 si è fermata al 4,6%, peggio ha fatto solo la Slovenia (1,6%), mentre (tra i maggiori beneficiari) il Portogallo è al 21%, la Francia al 10,7%, la Germania al 14,1%, la Grecia al 13%, la Polonia al 9,6%.

 

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