Goldman Sachs, trader ha guadagnato $100 milioni in pochi mesi

20 ottobre 2016, di Daniele Chicca

Un giovane trader di Goldman Sachs è riuscito a guadagnare più di 100 milioni di dollari in pochi mesi, scommettendo su titoli ad alto rendimento, ossia quelli più rischiosi. Comprando una grande quantità di bond spazzatura prima dell’inizio di una fase rialzista iniziata a cavallo tra febbraio e marzo di quest’anno, Tom Malafronte è riuscito a fare una fortuna e lo ha fatto nel rispetto delle nuove leggi federali più rigide in materia di regolamentazione dei mercati finanziari.

Come riporta il Wall Street Journal, Malafronte ha incamerato oltre 100 milioni di dollari di profitti per Goldman Sachs nel giro di appena sei mesi, scommettendo sui junk bond, ossia debito ad alto rischio emesso da società come il gruppo minerario Avon. Per la loro natura pericolosa, le obbligazioni “spazzatura” sono investimenti sconsigliati dalle agenzie di rating.

Sembra che Malafronte abbia iniziato a comprare titoli come un ossesso a gennaio, quando i prezzi dei bond ad alto rendimento (i cosiddetti high yield) erano bassi e convenienti. Citando fonti a conoscenza dei fatti, il quotidiano americano racconta che in quei giorni più di un terzo dei volumi giornalieri di molti titoli del debito societario potevano essere fatti risalire alle operazioni del trader 34enne.

Il successo del trader, managing director del desk sui bond high-yield della banca a New York, dimostra quello che molti osservatori temono e molti politici statunitensi hanno già contestato in diverse occasioni: nonostante le nuove norme per migliorare i controlli sui mercati finanziari, non è cambiato nulla in termini di speculazioni e rischi intrapresi dalle banche d’affari.

Le nuove leggi di regolamentazione di Wall Street spingono le banche a correre meno rischi, per scongiurare il ripetersi di una crisi finanziaria come quella scoppiata nel 2008 e di cui si sentono ancora oggi gli strascichi.

Il Congresso Usa ha approvato l’introduzione di regole che riducono la capacità delle banche (che oltre a essere società di investimento sono anche banche commerciali) di prendere rischi con i propri soldi e hanno imposto soglie di cuscinetti di capitale più alte. Come si vede bene con il caso di Malafronte, se lo scopo era quello di ridurre i rischi intrapresi dagli istituti di credito too big to fail, evidentemente l’apparato giuridico messo a punto non è ancora abbastanza efficace.

Hai dimenticato la password?