GM PRECIPITA
E KERKORIAN
BATTE IN RITIRATA

22 dicembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Kirk Kerkorian ha venduto 12 milioni di azioni General Motors, portando la sua partecipazione nel gruppo automobilistico dal 9,9% al 7,8 per cento. Come risulta dalle comunicazioni depositate presso la Sec, il finanziere, tramite la holding di famiglia Tracinda, ha venduto 5 milioni di pezzi il 15 dicembre al prezzo di 22,02 dollari e gli altri 7 milioni di titoli il 19 dicembre a 21,21 dollari. In entrambi i casi si è trattato di passaggi ai blocchi, da cui Kerkorian ha incassato 258 milioni di dollari.

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Una pesante minusvalenza, visto che Tracinda aveva le azioni GM in carico a una media di 30 dollari. La spiegazione ufficiale di Kerkorian è che aveva bisogno di mettere a bilancio delle perdite per godere di benefici fiscali. Ma il mercato gli ha dato poco credito e si è interrogato sui reali motivi di questa fuga improvvisa. Il primo raid sull’azienda di Detroit risale allo scorso maggio. Allora il titolo quotava attorno ai 28 dollari e Kerkorian annunciò di volere lanciare un’offerta amichevole su poco meno del 10% del capitale a 31 dollari per azione. Il principale obiettivo, oltre a quello speculativo, era mettere un proprio uomo nel consiglio d’amministrazione per poter influenzare le strategie del gruppo.

Venerdì scorso questa speranza si è infranta. Le trattative per inserire Jerome York nel board si sono «arenate», come annunciato in uno stringatissimo comunicato stampa. Per Kerkorian, dunque, sembra non esserci altra soluzione che la riduzione del danno. GM, nonostante l’annuncio di 30mila tagli, non riesce a recuperare fiducia. Il titolo non si schioda dai minimi dall’ottobre 1982, e ieri, a metà giornata, continuava a scendere (-1,20% a 19,51 dollari). C’è chi pensa che l’unica soluzione, a questo punto, sia seguire le orme di Delphi e inoltrare la richiesta di Chapter 11. Intanto ieri la rivale Ford ha completato la vendita della divisione autonoleggio Hertz a un gruppo di fondi. Ford incasserà 5,6 miliardi cash, mentre gli acquirenti assumeranno l’onere di 9,4 miliardi di debito.

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TOYOTA MANDA A PICCO GM. FIAT A UN SOFFIO DAL SORPASSO

di Michela Ravalico

C’è mancato pochissimo. Per un soffio ieri Fiat non ha battuto General Motors in termini di capitalizzazione di Borsa. A mercato chiuso, l’azienda torinese valeva 9,284 miliardi di euro, mentre il colosso di Detroit (considerando il minimo toccato ieri a 19,63 dollari) capitalizzava appena 9,358 miliardi di euro. Se è vero che il Lingotto sta attraversando un momento molto positivo – Abaxbank ha deciso di alzare il target price da 7,8 a 8,8 euro – è altrettanto vero che la crisi di GM (insieme al costante declino delle azioni) è sempre più drammatica. Ieri l’azienda guidata da Rick Wagoner ha toccato i minimi dall’ottobre 1982: la causa è l’annuncio di Toyota sulle previsioni di vendita per il 2006. L’anno prossimo, il gigante asiatico potrebbe superare GM con 9 milioni di veicoli venduti, uno smacco che potrebbe avere pesanti conseguenze. Intanto le trattative tra Fiat e il governo per trovare una soluzione morbida ai licenziamenti dei colletti bianchi non hanno ancora dato risultati. Il tavolo dei tecnici si è aperto ieri e dovrebbe chiudersi entro Natale.

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