Giustizia e corruzione: quattro anni e 9,5 milioni di multa all’ex ministro Matteoli

15 settembre 2017, di Giovanni Falcone

Giustizia & Corruzione: Quattro anni e 9,5 milioni di multa all’ex Ministro Matteoli!

 

Dopo soli quattro anni, conosciamo l’esito del primo grado nel giudizio di condanna per corruzione di cui è imputato l’ex ministro Matteoli .

Imputato eccellente s’intende,  sia pure in “attesa di giudizio”.

Forse ce ne vorranno altrettanti per conoscere l’esito conclusivo che ha visto 35 arresti nel 2013, tutti accusati di corruzione e appropriazione indebita nella costruzione della grande opera pubblica che è il MOSE di Venezia[1].

Dico “soli” per modo di dire naturalmente, tenuto conto che la lentezza della nostra Giustizia è almeno pari ed in linea con le inefficienze complessive della Pubblica amministrazione, incapace di autoriformarsi con una Politica apatica ed assente ad ogni iniziativa, anche solo paragonabile ad altri sistemi giudiziari di gran lunga più efficienti.

Nello stesso ambito, l’ex Sindaco di Venezia Orsoni è stato assolto mentre l’ex Presidente della Regione Veneto Galan chiese ed ottenne  il “patteggiamento” con un significativo sconto di pena.

Molti degli imputati hanno patteggiato!

False fatture & fondi neri

Come tutti e come sempre, anche in questa indagine è emerso il solito meccanismo delle false fatturazioni per accumulare “fondi neri” per fare ciò che non si dice in giro, al massimo si sussurra all’orecchio, possibilmente senza usare il telefono o altri mezzi di comunicazione.

Secondo la ricostruzione investigativa dell’ufficio inquirente della Laguna, i vertici del Consorzio MOSE, guidato da Giovanni Mazzacurati, avevano messo in piedi un sistema di fatture gonfiate per assicurare alle imprese consorziate la possibilità di crearsi fondi neri, nascosti in Svizzera o a San Marino.

Il sistema, in questo caso più ingegnoso del solito, era quello dell’stero vestizione di alcune commissioni, attraverso società fittizie – esistenti solo sulla carta – canadesi e austriache che emettevano fatture per consulenze mai eseguite. Le fatture a sua volta emesse  dalle società cartiere, potevano essere gonfiate di circa il 50%.

Dal 2005 al 2011 sono stati così accumulati circa una quarantina di milioncini di euro, ovviamente provenienti dalla casse pubbliche che finanziavano l’opera.

Le imprese aggiudicatarie dei lavori non avevano manco bisogno di partecipare a bandi pubblici, viaggiavano liscio, senza concorrenza e senza offrire ribassi su una base d’asta. Affidamenti diretti in deroga all’allora vigente Codice degli appalti.

Alert per la banca e/o professionista

Posto che la corruzione è dilagante, da tutte le parti ed esiste da quando esiste il mondo, i metodi utilizzati sono pressoché ripetuti ed usuali.

La cronaca giudiziaria, come quella vissuta con il caso commentato, deve servire ad aiutarci a comprendere meglio i fenomeni criminali che ci circondano, anche per riuscire a contrastarli con maggiore efficacia attraverso la “collaborazione attiva” di cui alla vigente normativa finalizzata alla lotta al riciclaggio di denaro sporco.        

… c o n t i n u a …

 

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[1] Il MOSE (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) è un progetto o opera di ingegneria civileambientale e idraulica (o anche geoingegneria), tuttora in fase di realizzazione, finalizzato alla difesa di Venezia e della sua laguna dalle acque alte, attraverso la costruzione di schiere di paratoie mobili a scomparsa poste alle cosiddette bocche di porto (i varchi che collegano la laguna con il mare aperto attraverso i quali si attua il flusso e riflusso della marea) di Lido, di Malamocco e di Chioggia, in grado di isolare temporaneamente la laguna di Venezia dal mare Adriatico durante gli eventi di alta marea.

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