Gioielli, dove l’investimento si fonde con la passione

13 giugno 2018, di Giovanni Ceccherini

Ogni epoca ha il suo stile e ogni stile è uno specchio dell’epoca. È la base per capire i gioielli e investirvi sopra

“Un uomo si giudica dagli orecchini che ti regala”

diceva Holly Golightly, la protagonista di Colazione da Tiffany, interpretata da Audrey Hepburn. Attenzione però, quegli orecchini potrebbero non essere solo un regalo ma anche un investimento.
Gioielli e pietre preziose si stanno affermando sempre più come vero e proprio asset alternativo d’investimento. Un fenomeno globale che sta trainando tutto il settore dei beni di lusso con tassi di crescita che hanno raggiunto il 10% annuo.

Lo scorso maggio sono andate in scena a Ginevra le aste più importanti dell’anno (Geneva magnificent jewels) dedicate ai preziosi e le grandi case d’asta hanno raccolto nei loro cataloghi il meglio delle gemme e dell’oreficeria. Christie’s ha raccolto 81,6 milioni di franchi svizzeri mettendo in asta oltre quattrocento gioielli. Sotheby’s ha realizzato un fatturato di 85,7 milioni di franchi, con l’82% di lotti venduti di cui il 70% oltre la stima alta.

Investire in gioielli significa saper riconoscere stili e caratteristiche delle produzioni orafe e come queste si sono evolute nel corso dei secoli. I gioielli Belle Époque, le produzioni Art Decò e i così detti “Dolce vita Jewels” sono tra i più apprezzati dal mercato.

Il periodo della Belle Époque, ha visto la nascita di numerose delle storiche maison come Cartier, Bulgari e Tiffany che ancora oggi fanno sognare di fronte alle proprie vetrine. Questo periodo va dalla fine dell’ottocento alla prima guerra mondiale e porta con se alcuni tra i principali mutamenti e innovazioni nel campo politico, sociale e artistico.

Le nuove tecnologie del tempo, la luce elettrica, l’automobile, il cinema, favoriscono la crescita della classe borghese e danno vita a una domanda senza precedenti per il comparto dell’alta oreficeria. Le realizzazioni Belle Époque si caratterizzano per le linee fluide, dai motivi asimmetrici, le scene tratte dal mondo della natura tra cui fiori, insetti, lucertole e altre forme animali. Un esempio di stile Belle Èpoque è la collana di platino e diamanti di Cartier, risalente al 1900 e proveniente dalla collezione Boniface de Castellane e Anna Gould venduta lo scorso giugno 2017, da Christie’s a Parigi per ben 1,4 milioni di euro.

Anche i gioielli appartenenti all’Art Déco, sono molto ricercati in asta. Il nome deriva dall’Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne, tenutasi a Parigi nel 1925.
Il periodo che va tra le due guerre è stato caratterizzato da cambiamenti radicali, sia dal punto di vista sociale e culturale che nell’arte. Nascono il movimento cubista e il futurismo, che hanno avuto importanti impatti su architettura e design. I gioielleri dell’epoca risposero al mutamento in atto e le realizzazioni in stile Art Decò uniscono, al valore dei materiali preziosi il grande gusto dell’epoca. Queste realizzazioni sono caratterizzate per le linee semplici e simmetriche diventando una perfetta rappresentazione di gioiello, opera d’arte e oggetto di lusso. Un esempio sono i bracciali di Van Cleef & Arpels, disegnati in collaborazione tra René Sim Lacaze e Renée Puissant. Lacaze all’epoca era il capo del dipartimento di design artistico e creativo della maisons Van Cleef & Arpels e riuscì a influenzare lo stile dell’Art Déco in Europa, grazie a una serie di rinnovamenti come il montaggio delle gemme preziose senza far vedere i metalli sul gioiello. Un esempio di questa tecnica è il bracciale di Zaffiri in asta lo scorso maggio da Christie’s a Ginevra, venduto per 1,32 milioni di franchi rispetto a una stima iniziale di 0,8-1,2.

Infine i “Dolce Vita Jewels” sono molto apprezzati. Se Parigi è stata la capitale del fashion e della cultura Art Déco tra gli anni ‘20 e ‘30, Roma si è imposta in Europa come la regina dello stile, diventando tra gli anni ‘50 e ‘60 il punto di riferimento mondiale della mondanità. Erano gli anni in cui Cinecittà era conosciuta come ‘Hollywood on the Tiber’ e vi si producevano più film che negli Stati Uniti. In questo fermento è nato lo stile Art Déco caratterizzato dal carattere esuberante e colorato.

I gioielli di Bulgari, deliziosi e sensuali, incarnavano la dolcezza della vita e il negozio di Via Condotti era un luogo d’incontro per ricchi, famosi e artisti presenti in città. Tutte le stelle glamour, Anita Ekberg, Claudia Cardinale, Gina Lollobrigida, Sophia Loren e, naturalmente, Elizabeth Taylor sono state clienti devote di Bulgari. Christie’s ha portato in asta a Ginevra nel 2017 una serie di gioielli simbolo di quest’epoca, i bracciali della serie “Serpenti” uno di rubini e uno di zaffiri e diamanti di Bulgari sono stati venduti per 367.000 franchi oltre la stima alta di 300.000. Sono tre esempi di periodi significativi nello sviluppo della storia del gioiello e che indelebilmente hanno segnato la storia dell’evoluzione di questa forma d’arte che indissolubilmente resta una delle categorie più amate tra i così detti passion asset.

L’articolo completo è stato pubblicato sul numero di giugno del mensile Wall Street Italia

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