“Gilet gialli” contro Macron: “Dimissioni subito”

30 novembre 2018, di Alessandra Caparello

Si sente parlare molto spesso negli ultimi giorni dei cosiddetti gilet gialli, un movimento di protesta nato in Francia che prende il nome da quei giubbotti gialli che la legge impone ai conducenti di auto in caso di incidenti o guasti alla vettura.

Centinaia di migliaia di cittadini francesi ad ottobre hanno indossato i loro giubbotti e sono scesi in piazza per protestare contro l’aumento dei prezzi del carburante deciso dal governo come conseguenza all’abbandono dei combustibili fossili.  Da ottobre 2017 a ottobre 2018, il prezzo alla pompa della benzina in Francia è aumentato del 15% e il diesel del 23% .

Aumenti che hanno irritato la gente comune, essenzialmente appartenente alla classe medio-borghese, che indossati i gilet gialli hanno iniziato a marciare pacificamente in città e province non mancando anche episodi di scontri con la polizia in tenuta antisommossa sugli Champs-Élysées a Parigi. Dopo il loro primo incontro con il ministro dell’Ambiente François de Rugy, i portavoce ufficiali del movimento, Eric Drouet e Priscillia Ludosky hanno confermato domani, sabato 1° dicembre, si terrà una nuova manifestazione di protesta agli Champs-Elysées.

La notizia arriva dopo che il presidente Emmanuel Macron, che ha paragonato le proteste di Parigi dello scorso sabato a “scene di guerra”, ha chiarito che non tornerà indietro sui suoi passi e che non cederà alla demagogia.

“Molti ritengono di poter risolvere meglio le difficoltà essendo belligeranti, isolazionisti e chiudendo le frontiere”.

Allo stesso tempo però Macron ha annunciato un leggero ammorbidimento della posizione del governo visto che, in risposta all’aumento dei prezzi del petrolio nei mercati internazionali, il governo esaminerà periodicamente se sospendere l’introduzione di aumenti previsti dei dazi sui carburanti. Certo è che il presidente francese si mostra per la prima volta nella sua presidenza abbastanza preoccupato. Questo perché i gilet gialli oltre allo stop dell’aumento dei carburanti  sta stilando altre richieste come l’aumento del salario minimo e l’abbassamento di tutte le tasse. A ciò si aggiunge il calo della popolarità di Macron che da gennaio 2018 è scesa del 25%, mentre i sondaggi indicano che circa il 70% della popolazione sostiene ora il movimento di protesta che ha chiede in massa le dimissioni di Macron.

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