Germania a due facce sulla tecnologia: Volkswagen investe, Siemens taglia 7.000 posti

22 novembre 2017, di Francesco Puppato

Come ogni cosa, anche la tecnologia ha i suoi pro ed i suoi contro; l’esempio lampante in questi giorni lo danno Volkswagen e Siemens.

Il gruppo Volkswagen, infatti, ha deciso di investire 34 miliardi di euro sulle auto elettriche, considerate il veicolo del futuro. La mossa vuole anticipare anche le strategie della FCA, che in termini di investimenti, nuovi modelli ed elettrificazione scoprirà le carte il prossimo anno.

L’investimento che Volkswagen metterà in atto è orientato ad un arco temporale di medio termine (2022) e sarà sia per auto elettriche a guida autonoma e semiautonoma che con motore elettrificato, ibrido o elettrico.

Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Matthias Müller punterà dunque in maniera molto decisa su motori green e servizi legati alla mobilità, ma non è tutto: il piano di investimento globali con orizzonte 5 anni vedrà impiegato un budget di 14 miliardi l’anno, per un totale di 70 miliardi di euro, escluse le joint venture cinesi.

Come dichiara lo stesso Müller, in qualità di ceo:

“Vogliamo creare le condizioni per fare di Volkswagen il numero uno dell’automobile elettrica da qui al 2025”.

In buona sostanza, grossa parte dei 34 miliardi stanziati servirà ad elettrificare i veicoli dei numerosi marchi che fanno parte del gruppo (Audi, Seat, Skoda, Vw veicoli commerciali, Porsche e Lamborghini) allo scopo di ampliare l’offerta di vetture interamente elettriche ed ibride.

Il colosso automobilistico di Wolfsburg intende mettere sul mercato un milione di auto elettriche l’anno a partire dal 2025. In Cina andranno invece oltre 10 miliardi di euro che serviranno a sfornare, grazie agli accordi nel Paese, una nuova gamma di vetture elettrificate.

Con questo ambizioso piano green il gruppo tedesco cerca anche di seppellire lo scandalo delle emissioni truccate che dal settembre del 2015 gli è finora costato quasi 30 miliardi di euro, oltre a un enorme danno a livello d’immagine.

Ma se da un lato c’è chi, come il gruppo Volskwagen, fa nuovi investimenti e, quindi, molto probabilmente creerà nuovi posti di lavoro, c’è un rovescio della medaglia legato alla tecnologia. È il caso della Siemens che, soprattutto nelle divisioni attive nell’energia e nell’automazione, prevede di tagliare circa 6.900 posti di lavoro nel corso dei prossimi anni.

I tagli rientrano in un piano di riduzione dei costi e la metà di questi avverrà in Germania; altri 1.100 posti verranno eliminati in Europa mentre 2.500 nel resto del mondo, tra cui spicca la quota di 1.800 posti di lavoro in meno negli Stati Uniti.

Quanto alla motivazione di questa forte riduzione di personale, il colosso industriale tedesco ha così dichiarato:

“Siemens risponde alla rapida accelerazione dei cambiamenti strutturali nella produzione delle energie fossili e nel settore delle materie prime, che causa in particolare la riduzione della domanda di turbine a gas”.

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