GARZARELLI: BORSA AMERICANA SOPRAVVALUTATA DEL 35%

24 novembre 1999, di Redazione Wall Street Italia

Elaine Garzarelli, l’analista diventata famosa per aver previsto nell’agosto del 1987 il crash di Wall Street del successivo ottobre, ha oggi rivelato di essere estremamente pessimista sul futuro della borsa di New York.

In un’intervista a un canale Tv americano, la Garzarelli ha sostenuto che gli indicatori di mercato da lei monitorati sono negativi ormai da parecchio tempo. Ma ce n’e’ uno in particolare – ha detto – quello che mette in relazione il rendimento delle azioni al tasso di inflazione corrente (che fu determinante nel redarre la previsione del crash dell’87 nonche’ il mercato orso del 1990) che oggi, soprattutto dopo il rialzo dell’indice Standard & Poor’s 500 delle ultime 3-4 settimane, e’ salito al top della zona di rischio.

Inoltre la Garzarelli considera un segnale d’allarme il ”sentiment” attuale percepibile sul mercato azionario americano, cioe’ l’atteggiamento generale degli investitori e delle newsletters specializzate in finanza: e’ diventato negli ultimi tempi molto ”bullish”, cioe’ tutti si aspettano ulteriori rialzi. L’analista ricorda che il ”sentiment” e’ un indicatore da interpretare al contrario, cioe’ piu’ e’ forte l’ottimismo a Wall Street e piu’ ci si devono aspettare cali dei prezzi in borsa.

La sostanza e’ che gli indicatori di Elaine Garzarelli (in tutto 13) sono scesi dalla precedente lettura del 52% all’attuale 38%. Al di sotto della soglia del 30%, secondo l’analista, scatta l’allarme rosso, si tratta cioe’ di un segnale estremamente negativo. Quel livello non e’ stato ancora raggiunto, tuttavia, anche se non manca molto. Il rischio, dice la Garzarelli, e’ che se la Federal Reserve decidera’ di aumentare come e’ molto probabile i tassi d’interesse, i money manager saranno costretti a rivedere al ribasso gli utili stimati delle aziende Usa.

Allora potrebbe presentarsi il caso di una correzione a Wall Street. Il che livellerebbe al ribasso l’attuale sopravvalutazione dei prezzi azionari, che l’analista fissa ad oggi al 35% (rispetto all’indice S&P 500).

Nonostante cio’ la Garzarelli non ritiene che il ribasso alla borsa di New York possa essere di questa entita’, soprattutto perche’ l’economia degli Stati Uniti e’ ancora molto forte. Un fattore determinante in termini di tenuta dei prezzi sara’ il livello di inflazione futura anche alla luce dei possibili interventi della Fed (uno o due rialzi dei tassi); se l’inflazione american potra’ essere contenuta al 3-3,50%, allora lo scenario sara’ meno grigio per il mercato azionario Usa.

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