Garanzia Ue su depositi: “L’ostacolo è la Germania”

11 luglio 2018, di Alberto Battaglia

La garanzia comune sui depositi bancari, uno dei pilasti della futura unione bancaria europea, sta fronteggiando l’opposizione di un Paese sopra tutti gli altri: la Germania. A confermare questo retroscena, di per sé non così sorprendente, è un funzionario Ue alla testata internazionale Euractiv. Per arrivare allo European deposit insurance i Paesi membri dovranno “lavorare molto duramente”, ha affermato la fonte, aggiungendo che i “vero problema” è la contrarietà del governo tedesco. Altri Paesi, pur rimanendo critici sulla garanzia, sarebbero “più flessibili” pur nutrendo “alcuni dubbi”.

La principale ragione alla base dello scetticismo di Berlino resta lo stato di salute delle banche greche, cipriote ed italiane, le quali debbono ancora fare un buon tratto di strada per ridurre il peso dei crediti deteriorati nei bilanci. L’impostazione tedesca sarebbe, dunque, quella di progredire verso la dismissione dei rischi interni ai bilanci, prima che un appiglio comune a tutela dei depositi si possa, eventualmente, tradurre in un trasferimento netto di denaro dai Paesi più solidi a quelli più colpiti dalla crisi.

Un altro elemento di divergenza è la gestione di questo fondo di tutela comune per i depositi: secondo le visioni più conservatrici l’utilizzo delle sue risorse dovrebbe essere acconsentito non solo dai ministri delle Finanze, ma anche tramite il voto dei parlamenti dei Paesi membri. Ciò non potrebbe che gettare maggiori dubbi sull’efficacia d’intervento dello schema, anche perché, come hanno sottolineato Bce e Commissione, l’intero processo risulterebbe rallentato. Il rischio è, dunque, che l’instabilità finanziaria non possa trovare un contenimento pronto e certo. Per questo il vice-presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, aveva proposto di conferire maggiori poteri al direttore dell’Esm (che sarebbe contribuente dell’assicurazione sui depositi per 60 miliardi) di accordare autonomamente l’erogazione di fondi in casi di estrema necessità. Un’idea che, però, sembra non fare presa su Berlino.

Le linee guida sul fondo di tutela europeo sui depositi, secondo le previsioni, dovrebbero essere presentate entro dicembre .

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