Fxcm accusa il colpo dopo balzo choc del franco svizzero

16 febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – FXCM è stata una delle principali vittime sacrificali della decisione a sorpresa della Svizzera di sganciare la propria moneta nazionale dell’euro, mossa che ha rafforzato incredibilmente la valuta elvetica, arrivata anche sopra la parità rispetto all’euro.

Esclusi i volumi generati da chi ha subito saldi negativi dopo l’abbandono del peg da parte della BNS, l’ammontare delle operazioni di trading effettuate dalla clientela retail del gruppo è stato pari a $450 miliardi, con un aumento di un mero 3% rispetto al mese precedente, ma del 32% rispetto a gennaio 2014.

Quanto ai clienti istituzionali del broker inglese, alcuni si sono disconnessi, portando a un calo del volume complessivo, che è stato pari a $255 miliardi in gennaio, in flessione del 21% rispetto al mese precedente. Su base annuale il risultato è stato invece positivo per il +39%.

Il presidente e Ceo del broker, tra i leader del trading di valute online nel Regno Unito, ha riconosciuto che la società ha attraverso un momento difficile negli ultimi tempi.

“Anche se è stato un mese difficile per FXCM a causa dei movimenti senza precedenti sul franco svizzero registrati il 15 gennaio e i conseguenti saldi negativi di qualche nostro cliente, è stato il secondo miglior mese di sempre per la clientela retail e FXCM è di nuovo in una posizione competitiva solida, con circa 1 miliardo di dollari di equity dei nostri clienti e oltre 223.000 conti di trading in tutto il mondo”, ha dichiarato Drew Niv.

“Nella prima settimana di febbraio abbiamo registrato un ulteriore aumento nei flussi di fondi della clientela”.

“La nostra attività istituzionale ha risentito degli eventi del 15 gennaio quando qualche nostro cliente istituzionale si è disconnesso da FXCM. Tuttavia sono lieto di poter dire che tutti i numerosi intermediari utilizzati dai clienti istituzionali sono tornati a operare con FXCM e pensiamo che questa parte del business sia sulla buona strada per tornare a crescere, come stava già avvenendo prima del 15 gennaio”, ha concluso Drew Niv.

Il volume medio giornaliero di trading, sempre per quanto riguarda i clienti istituzionali, è diminuito del 21% a $12,1 miliardi ed è aumentato del 44% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Per il settore retail il volume medio giornaliero è ammontato a $21,4 miliardi, in rialzo del 2% rispetto a dicembre 2014 e del 38% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

A gennaio sono state effettuate in media 35.734 operazioni al giorno da parte dei clienti istituzionali, con un calo del 19% rispetto al mese precedente e del 6% rispetto a gennaio 2014.

I dati, riferisce il broker in un comunicato, sono preliminari e soggetti a revisione e non devono essere visti come un’indicazione della performance finanziaria.

Il broker specifica che i volumi generati dalla clientela retail con saldo negativo in seguito alle decisioni della Banca Centrale Svizzera del 15 gennaio 2015 sono esclusi.

(DaC)

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