FUTURES: SELL IN AUMENTO, DELUDE IL CPI

14 dicembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

A mezz’ora dall’apertura delle borse i contratti sugli indici Usa hanno accelerato al ribasso (vedi quotazioni a fondo pagina) il che lascia prevedere un avvio in rosso per l’azionario.

A deprimere le quotazioni del pre-borsa e’ stato il rilascio dell’aggiornamento sui prezzi al consumo, a novembre avanzato dello 0.8%, in misura maggiore delle attese degli analisti. Quel che e’ peggio e’ che anche la versione “core” del dato si e’ attestata a livelli superiori alle stime. Il dato peggiora ulteriormente la percezione del mercato sulla ripresa dell’inflazione negli Stati Uniti, infatti ieri il governo Usa ha annunciato che i prezzi alla produzione sono saliti del 3.2%, con un balzo che e’ il piu’ forte degli ultimi 34 anni e che mette in discussione la politica monetaria della Federal Reserve.

L’aumento dei prezzi continua a rimanere un problema per la Banca Centrale, cosi’ come esplicitamente espresso nell’ultimo comunicato ufficiale che ha accompagnato la recente decisione di abbassare il costo del denaro al 4.25%. I futures sui fed funds scontano ora una probabilita’ inferiore di assistere ad un nuovo taglio al costo del denaro nel mese di gennaio.

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Sul fronte societario, riflettori accesi ancora una volta sul comparto finanziario. Il colosso Citigroup (C) ha annunciato nell’after hour di ieri sera che riportera’ nell’attuale bilancio una somma pari a $49 miliardi miliardi investita nel rischioso segmento dei SIV (Structured Investment Vehicle) finiti anche questi nel ciclone dellla crisi del credito. L’agenzia Moody’s ha tagliato il rating sul debito dell’azienda in previsione di ulteriori svalutazioni. Il titolo e’ arrivato a perdere il 2% nel preborsa.

A mettere maggiore pressione all’intero settore sono anche le dichiarazione dell’ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, relative all’incremento delle possibilita’ su un ingresso dell’economia statunitense nella fase di recessione.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il petrolio sta recuperando terreno. Nelle contrattazioni elettroniche i futures con consegna gennaio segnano un progresso di 29 centesimi a $92.54 al barile. Sul valutario, l’euro e’ in flessione nei confronti del dollaro a quota 1.45. L’oro arretra di $3.40 a $860.00 all’oncia. In calo i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.24%.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in ribasso di 10.40 punti a 1488.10.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -13.00 punti a 2101.00

Il contratto sull’indice Dow Jones perde 73 punti a 13525.

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