FUTURES: FORTI PRESSIONI NEL PREBORSA

1 novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

A mezz’ora dall’apertura delle borse i contratti sugli indici Usa trattano in territorio negativo (vedi quotazioni a fondo pagina) il che lascia prevedere un avvio in calo per l’azionario Usa.

L’euforia innescata dal taglio ai tassi d’interesse da parte della Fed ha avuto vita breve come dimostrano le forti vendite del preborsa originate dal nuovo record del petrolio e da alcune preoccupazioni relative al comparto finanziario. A mettere pressione ai listini e’ anche la deludente trimestrale del colosso energetico Exxon Mobil (XOM), componente del Dow Jones, che ha riportato un calo del 10% dei profitti.

Dopo essersi spinti vicino ai $95 nella seduta di ieri, nelle contrattazioni elettroniche i futures con consegna dicembre sul greggio sono balzati ad un nuovo massimo storico di $96.24; al momento trattano in rialzo di 79 centesimi a $95.32. Per molti analisti si tratta di una minibolla causata dalle speculazioni dei trader: al momento sembrano infatti mancare i fondamentali per giustificare un cosi’ elevato prezzo dell’oro nero.

I dati macro rilasciati negli ultimi minuti hanno avuto un impatto poco rilevante sulle contrattazioni. Le richieste di sussidio da parte dei disoccupati sono risultate in calo di 6 mila unita’ ad un livello leggermente migliore di quello stimato dagli analisti; sostanzialmente in linea con le attese i dati relativi al reddito e alla spesa personali.

Sul fronte societario, riflettori ancora puntati sul comparto finanziario. L’ulteriore abbassamento dei fed funds dovrebbe offrire un relativo supporto all’intero comparto che ancora risente delle conseguenze della crisi del credito scoppiata la scorsa estate. La banca d’affari svizzera Credit Suisse (CS) ha annunciato svalutazioni per $1.9 miliardi nell’ultimo esercizio trimestrale. Citigroup (C) ha visto tagliarsi il rating dagli analisti di CIBC World Markets a causa di alcune preoccupazioni sul pagamento del dividendo.
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Sul valutario, euro in calo nei confronti del dollaro, ora a quota 1.4419. L’oro avanza di appena $0.10 a $795.40 all’oncia dopo essersi spinto ad un massimo di $802.50. In rialzo i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.43%.

Alle 14:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in ribasso di 7.90 punti (-1.18%) a 1536.60.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -17 punti (-0.76%) a 2235.50.

Il contratto sull’indice Dow Jones perde 136.00 punti (-0.98%) a 13805.00.

FUTURES: FORTI PRESSIONI NEL PREBORSA

14 settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

A circa un’ora e mezza dall’apertura delle borse i contratti sugli indici Usa trattano in netto ribasso (vedi quotazioni a fondo pagina) il che lascia prevedere un avvio decisamente in rosso per l’azionario.

Ad alimentare le vendite nel preborsa sono ancora una volta i timori sul comparto del credito. La societa’ inglese di mutui ipotecari, Nothern Rock, sembra essere alle prese con guai seri a causa della difficile situazione creatasi con la forte riduzione di liquidita’.

Il gruppo non ha alcuna esposizione sui mutui subprime ma, colpita dall’incremento dei tassi, e’ stata costretta a richiedere un finanziamento di emergenza alla Bank of England, tagliando significativamente le previsioni sui risultati fiscali.

La notizia arriva come una doccia fredda per i mercati, dopo una settimana positiva caratterizzata da buone news dalle aziende americane e dalla speranza di un taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed martedi’ prossimo. L’indice S&P500 aveva registrato un progresso del 2% nelle ultime quattro sedute spinto da questo mix di scenari ottimistici.

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Gli operatori restano fiduciosi sul varo di una politica monetaria “accomodante” da parte della Fed. Il problema sta nel fatto che la Banca Centrale americana fino a questo momento ha offerto solo segnali contrastanti. Da un lato intende mantenere un buon livello di liquidita’, dall’altro continua a ritenenrsi preoccupata dall’inflazione ed imputa la causa dell’attuale situazione alle cattive politiche adottate nella concessione dei prestiti.

A tal proposito molto importanti saranno i numerosi dati che verranno diffusi in giornata. Sorvegliato speciale sara’ il rapporto sulle vendite al dettaglio dell’ultimo mese, per cui e’ prevista una leggera crescita rispetto allo scorso anno. Un dato inferiore al consensus potrebbe rappresentare un campanello d’allarme visto che i consumi rappresentano due terzi dell’attivita’ economica statunitense. Particolare attenzione verra’ riposta anche sulla dinamica dei prezzi e sulla fiducia delle famiglie americane.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il greggio arretra dai nuovi massimi registrati ieri. I futures con consegna ottobre sono ora in ribasso di 53 centesimi a quota $79.56 al barile. Sul valutario, l’euro e’ in flessione rispetto al dollaro a 1.3854. In discesa anche l’oro: i futures con consegna dicembre vengono scambiati a $713.80 all’oncia, in ribasso di $4.10. Recuperano infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.45%.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 e’ in calo di 5.70 punti (-0.38%) a 1491.90.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 segna -12.25 punti (-0.61%) a 2012.25.

Il contratto sull’indice Dow Jones perde 52 punti (-0.38%) a 13484.00.

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