A maggio c’è stata una fuga dei clienti dalle banche italiane

11 giugno 2018, di Daniele Chicca

Il mese scorso, in concomitanza con le tensioni e incertezze politiche italiane, si è consumata una fuga di capitali dalle banche del nostro paese. A maggio la Banca d’Italia ha registrato infatti un incremento notevole delle passività della bilancia dei pagamenti Target2.

Stando ai dati riportati dalla ESEG School of Management di Lilla, in Francia, le passività sopra citate sono aumentate di 38,5566 miliardi di euro. Significa che c’è stato un deflusso netto di questa portata dal sistema bancario italiano verso altri paesi e lidi dell’area euro.

I dati dettagliati del bilancio della Banca d’Italia mostrano che la controparte dell’aumento delle passività è essenzialmente un calo delle passività della banca centrale nei confronti delle banche. Il rosso in questo caso è diminuito di 40,6987 miliardi. Le banche italiane hanno prelevato €16,0513 miliardi nelle operazioni di deposito e altri €24,6784 miliardi dai conti presso Bankitalia.

Il caos politico italiano, caratterizzato prima dal pericolo di instabilità e successivamente, con la nascita del governo anti sistema, dalla posizione non chiara dell’esecutivo sull’Europa unita e la moneta unica, ha accresciuto i timori sul destino delle banche, non solo italiane ma più in generale dell’area euro.

L’indice Euro Stoxx Banks ha perso il 9,72% in Borsa l’ultima settimana di maggio, quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posto il veto sul nome di Paolo Savona, economista ed ex banchiere giudicato scomodo per via delle sue idee contrarie alla moneta unica.

Nel frattempo il problema dei crediti deteriorati non è stato ancora del tutto risolto, in quanto mancano ancora 938 miliardi di dollari di npl da smaltire in Europa. Una buona fetta di questa cifra pesa sui bilanci delle banche italiane.

Cosa ha spinto allora le banche italiane a prelevare una somma così consistente di soldi dai depositi presso la propria banca centrale? Ci sono diversi modi per spiegare il fenomeno, ma tutti hanno la stessa radice: un calo dei depositi dei clienti delle banche italiane.

Momentanea fuga dei clienti dalle banche italiane

I clienti hanno deciso in numero sempre maggiore di trasferire i propri soldi dal proprio conto presso una banca italiana ai conti di altri paesi dell’area euro. Un altro esempio possibile è che i clienti delle banche italiane abbiano usato il denaro dei loro conti deposito italiani per comprare titoli finanziari venduti dalle entità di paesi stranieri sempre appartamenti all’area euro.

Ē senza dubbio il risultato delle tensioni politiche di maggio, che hanno temporaneamente compromesso la fiducia nel settore bancario italiano. I clienti delle banche, spiega  hanno preferito ridurre l’esposizione a questo settore e si sono quindi rivolti a conti di istituti di credito non italiani, oppure ad asset finanziari esteri.

Il programma del nuovo governo, che prevede di sfidare le autorità europee su Patto di Stabilità e altre regole imposte dai trattati, ha alimentato la percezione di rischio circa un possibile addio dell’Italia all’area euro. Il ministro dell’Economia ha tenuto a precisare che non è in cantiere alcun progetto di Italexit.

Le parole di Tria, il quale ha anche criticato l’idea dei mini-Bot, una sorta di moneta parallela presente nel contratto di governo firmato da Lega e M5S, hanno rassicurato i mercati quest’oggi, con BTp ed euro che si rafforzano, ma c’è anche un discorso di credibilità.

Quanto sono attendibili le dichiarazioni di Tria – si chiedono i mercati – dal momento che differiscono enormemente da quelle fatte dai leader della coalizione di governo e dalle misure presenti nel programma? Quanto in là si spingeranno i partiti Lega e M5S per cercare di mantenere le promesse fatte all’elettorato?

Questa incertezza è probabile che peserà ancora sul sentiment di mercato e sulla fiducia nel settore bancario. Quello che è avvenuto a maggio dovrebbe suonare come un campanello d’allarme.

Mentre il mese scorso le passività della Banca d’Italia sono aumentate da 426,1 miliardi a 464,7 miliardi, la Bundesbank ha ricevuto un numero di richieste più alto di 53,786 miliardi di euro. Il computo positivo è ora di 956,150 miliardi per la banca centrale tedesca.

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