Ford cancella investimento in Messico. Trump: “è merito mio”

4 gennaio 2017, di Laura Naka Antonelli

Il colosso automobilistico Usa Ford ha cancellato il suo piano per costruire una fabbrica di produzione di autoveicoli in Messico, del valore di $1,6 miliardi, dopo le minacce che il presidente eletto Donald Trump ha rivolto alla rivale General Motors. Una decisione presa per evitare la furia di Trump e dunque l’imposizione di dazi doganali più alti? Trump, che ha fatto della frase “Produrre in America, assumere in America” il suo slogan protezionistico durante la campagna elettorale, ha esultato con un tweet: “E’ merito mio”.

Nelle ultime ore in America si è parlato soprattutto della nuova polemica firmata Trump contro il gigante americano GM.

“Sta mandando le Chevy Cruze costruite in Messico ai concessionari americani, senza tasse. Fatele negli Usa o pagherete grossi dazi!“, aveva tuonato sempre su Twitter il presidente eletto.

Nei giorni scorsi erano circolate voci sull’intenzione di Trump di penalizzare le aziende che producono in Messico con tariffe doganali fino al 35%. Obiettivo: riportare la produzione, e dunque il lavoro, negli Stati Uniti.

Ford ha motivato la decisione di cancellare gli investimenti per la fabbrica in Messico con il rinnovato ottimismo sulle strategie di Trump e sul loro impatto sulla crescita Usa e anche con il calo della domanda per le auto più piccole.

Ma tutti ricordano di come il colosso, insieme ad altri americani, sia stato spesso attaccato da Trump durante la sua campagna presidenziale, per la decisione di produrre all’estero e per il pagamento di basse tariffe.

Al posto dell’investimento in Messico – il piano era per la creazione di uno stabilimento a San Luis Potosì – Ford amplierà la fabbrica di Flat Rock, in Michigan, devolvendo al progetto 700 milioni di dollari.

Sempre attraverso i suoi tweet Trump promette di frenare le scarcerazioni di Guantanamo e di apporre modifiche all’Obamacare, in quanto “non funziona”.

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