FONDI, CROLLO DI FINE ANNO (-8 MILIARDI)

6 dicembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – I trenta giorni più brutti nella storia
del risparmio gestito italiano. A novembre
l’industria dei fondi comuni
ha registrato un deflusso netto di patrimonio
di oltre 8miliardi. Il peggiore
risultato da quando vengono pubblicati
dati mensili di raccolta.Unennesimo
campanello d’allarme per un
settore che sembra ormai in ginocchio:
dall’inizio dell’anno i fondi stanno
subendo riscatti netti per oltre 47
miliardi, e il bilancio sembra aggravarsi
di mese in mese.

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Già lo scorso luglio era stata sfiorata
una perdita simile,maallora il rosso
era stato provocato da Cariplo. La
Fondazione aveva deciso di creare
una propria Sgr (Polaris Investments),
e a luglio aveva prelevato 5 miliardi
dal fondo Geo (in precedenza
del gruppo Intesa).Liquidità rientrata
nel sistema dei fondi nel successivo
mese di agosto.
Dietro il rosso di novembre non
sembrano esserci invece movimenti
di operatori istituzionali. I dati di ieri
sono ancora provvisori, e oggi Assogestioni
fornirà i numeri definitivi,
con i risultati delle singole Sgr. Ma i
deflussi di novembre segnalati dall’associazione
presieduta daMarcello
Messori sembrano far capo integralmente
ai riscatti dei risparmiatori
retail. I sottoscrittori, spaventati
dalle oscillazioni delle Borse, hanno
venduto soprattutto i fondi azionari,
che hanno registrato un deflusso di
4,99 miliardi.Maanche i prodotti obbligazionari
hanno chiuso con un rosso
di 3,9 miliardi. I risparmiatori si
sono rifugiati invece nei prodotti di
liquidità, che hanno chiuso il mese
con un bilancio positivo per 2,25miliardi.
Per quanto riguarda poi il domicilio
dei fondi, a novembre non c’è
stato scampo per nessun operatore:
i prodotti di diritto italiano hanno
perso 4,5 miliardi, quelli creati all’estero
dagli italiani (i cosiddetti
roundtrip) sono stati in rosso per 2,1
miliardi, mentre gli esteri puri hanno
subito un deflusso di 1,2miliardi.
Segno che almeno questa volta la penalizzazione
che i prodotti italiani
hanno rispetto agli esteri sul fronte
della tassazione (con il prelievo fiscale
sul maturato anziché sul realizzato)
non ha pesato sul deflusso. Ma
una riforma del sistema, a cominciare
proprio dalla tassazione fiscale,
appare però sempre più inevitabile.
E anche la ricetta per rilanciare il sistema,
proposta più volte dal governatore
della Banca d’Italia, Mario
Draghi, che ha chiesto di allentare il
legame tra le Sgr e le banche controllanti,
non può più essere ignorata.

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