Fmi: guerra dazi colpirà emergenti e salari

12 settembre 2018, di Alberto Battaglia

Un eventuale inasprimento della guerra commerciale in atto fra Stati Uniti e Cina potrebbe colpire le economie dei mercati emergenti, facendo sentire il proprio contraccolpo soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione: lo ha dichiarato il direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, in un’intervista rilasciata al Financial Times:

L’aumento delle tensioni commerciali avrebbe un “impatto misurabile sulla crescita in Cina” e “innescherebbe vulnerabilità” fra i vicini asiatici del Dragone, che con esso sono integrate tramite catene dell’offerta. Negli Stati Uniti, poi, l’impatto negativo verrebbe percepito di più “fra i consumatori a basso reddito”, colpiti dal rincaro dei prodotti d’importazione. “Ciò andrebbe ad aggiungere uno choc ha una situazione nel quale non c’è contagio, ma ci sono vulnerabilità frammentate. Vi si aggiungerebbe uno choc addizionale”, ha detto Lagarde.

Il presidente americano, Donald Trump, è pronto a infliggere nuovi dazi su 200 miliardi di dollari di prodotti importati dalla Cina, che è pronta a rispondere sullo stesso terreno.

Oltre alle tensioni commerciali il Fmi è attento agli sviluppi del programma economico del presidente Macri in Argentina, Paese presso il quale è in corso un programma di aiuti finanziari da parte del Fondo: “Se il presidente Macri include riforme serie nel suo piano, allora lo esamineremo, valuteremo l’impatto sulla situazione macroeconomica dell’Argentina, determineremo la sostenibilità del debito e lavoreremo con loro “, ha detto Lagarde non prima di aver sottolineato come sia “essenziale” considerare le possibili conseguenze sui cittadini più vulnerabili, i più esposti a un nuovo periodo di austerity.

 

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