FMI: Cina rischia di esportare recessione in tutto il mondo

6 luglio 2017, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – La Cina potrebbe esportare la recessione a tutti gli altri paesi. A dirlo l’ex economista dell’Fmi che ha ricoperto il ruolo di chief economist dal 2001 al 2003 e professor di economia ad Harvard Kenneth Rogoff secondo cui i grandi livelli di indebitamento della Cina sono fonte di grande preoccupazione.

Già lo scorso anno Rogoff aveva espresso le sue perplessità in merito all’instabilità economica del paese del Sol Levante dove il rallentamento della crescita è evidente.

Il governo cinese ha perso credibilità probabilmente anche presso i suoi stessi cittadini e il rallentamento dell’economia incide fortemente su tutti i produttori di materie prime quindi su buona parte dei paesi emergenti. E’ una crisi, non credo sarà un collasso, ma dipenderà da quanto sarà duro l’atterraggio.

Ora tale crisi si fa più forte e potrebbe coinvolgere altri paesi.

Se c’è un paese che più di ogni altro al mondo è vulnerabile e può coinvolgere gli altri è la Cina (…) e potrebbe esportare recessione al di fuori.

Il motivo, come afferma Rogoff, è che la stessa Cina ha alimentato la sua crescita in maniera esplosiva mediante un massiccio accumulo di credito.

La Cina ha una grande capacità di assorbire i suoi problemi di credito in quanto il settore privato ha una protezione da parte del governo ma il tutto dipende dalla rapida crescita del credito. Quando il credito rallenta, rallenta anche lo sviluppo.

Le preoccupazioni sull’economia di Pechino sono aumentate alla fine di maggio dopo che l’agenzia Moody’s ha abbassato il rating del paese da AA3 a AA1 con outlook che da stabile è passato a negativo.  Anche Nomura ha stimato una crescita del debito da 158,3 trilioni di yuan a 191,3 trilioni di yuan, circa 27,96 miliardi di dollari pari al 251% del Pil nel I trimestre.

 

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