FINITA LA LUNGA VACANZA DI RUBIN (EX TESORO USA)

11 ottobre 1999, di Redazione Wall Street Italia

Dopo 9 settimane e 1/2 di vacanza, Robert Rubin e’ pronto a tornare al lavoro. Lasciata Washington alla fine di una faticosa esperienza come ministro del Tesoro, Bob – come lo chiamano gli amici – si e’ dedicato con metodo al riposo assoluto, alla pesca (che adora), alla lettura, e alla stesura di un libro di memorie.
Ma adesso, ritempratosi dagli stress della politica, per lui e’ venuto il momento di rimettersi in pista. Le voci si susseguono. E’ lui stesso a confermare in privato di aver ricevuto svariate offerte da alcune delle piu’ importanti istituzioni finanziarie di Wall Street. Tra le altre, la Goldman Sachs, la banca dove Rubin e’ cresciuto professionalmente prima di tentare l’avventura washingtoniana con l’amministrazione Clinton.
Al ministero del Tesoro e’ stato per sei anni e mezzo, un periodo di grande prosperita’ per l’economia americana, in cui la Borsa ha piu’ che triplicato le quotazioni. Motivo in piu’ per rimpiangere con nostalgia il vecchio lavoro. Con la carriera alla Goldman Sachs – di cui era partner e co-chairman – Bob aveva accumulato una fortuna di 100 milioni di dollari (180 miliardi di lire) di cui 26 milioni in un anno solo (come Treasury Secretary guadagnava 151.000 dollari l’anno, senza contare le dosi progressive di stress e le crisi internazionali da monitorare).
A Washington, durante la settimana, Rubin alloggiava in una suite dell’Hotel Jefferson, mentre i weekend raggiungeva la moglie, Judith Oxenberg, nel fastoso appartamento che la coppia possiede a New York, in Park Avenue. Gli amici sostengono che Judith e’ stata determinate nel far abbandonare la carriera politica al marito. ”Wall Street, a questo punto, lo accogliera’ a braccia aperte”, dice Joe Battipaglia, della finanziaria Gruntal. ”Nessuno, qui a New York, lo batte in esperienza e competenza”.
Qualcuno pero’ fa notare che se Rubin, coerentemente con l’obbiettivo di far decantare la situazione riappropriandosi della vita privata, in realta’ ha mancato un’ ottima occasione di guadagno. Se avesse ricominciato a lavorare per la Goldman qualche mese fa, come partner avrebbe ricevuto una fetta miliardaria dall’ Ipo (initial public offering) grazie a cui la banca si e’ quotata al New York Stock Exchange. Ma un buon amico di Rubin, Pete Peterson, chairman del Blackstone Group, la pensa diversamente. Dice che Wall Street non e’ affatto una certezza. ”Bob, invece, potrebbe diventare molto attivo in attivita’ filantropiche e non profit” afferma. L’ex ministro del Tesoro lavora al momento part-time come presidente di Local Initiatives Support Corporation, un ente benefico che raccoglie fondi per rivitalizzare le aree urbane depresse; e come consulente per il Council of Foreign Relations. Altri vedono Rubin alle prese con incarichi perfino piu’ tranquilli, come l’insegnamento in una buona universita’ o in un uno dei think tank liberal a cui e’ vicino, come il Brookings Institute. Bob potrebbe infine dedicarsi agli speech, i discorsi a gettone (circa 50.000 dollari a evento), come fa tuttora e con frutto l’ex governatore dello stato di New York, Mario Cuomo. No, dicono gli amici newyorkesi che conoscono sia Bob Rubin che la moglie: questi sono scenari improbabili. C’e’ davvero Wall Street nel futuro dello stimato ex ministro del Tesoro Usa. E quasi sicuramente, anche la vecchia Goldman.

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