Fine QE fa paura: investitori corti su credito, non succedeva dal 2011

12 giugno 2018, di Mariangela Tessa

La fine del QE fa paura agli investitori che, in attesa della riunione di giovedí della Bce, per la prima volta dal settembre 2011 dicono di essere corti sui titoli del credito europeo e soprattutto verso i finanziari. È quanto emerge da un sondaggio di Bank of America Merrill Lynch (BAML) tra 76 grandi investitori quali fondi, fondi pensione, hedge fund, banche e assicurazioni.

Sotto i riflettori del mercato c’è l’atteso annuncio da parte della Bce delle modalità con cui finirà il Qe, finora uno scudo per i corporate bond europei.

“Gli spread sul credito sono vulnerabili e rischiano un allargamento, ma il fatto che gli investitori si siano già alleggeriti è una buona notizia” si legge nel report in cui si evidenzia che la fase attuale è caratterizzata da profonde incertezze alimentate da una serie di fattori tra cui la tra guerra commerciale, riduzione della liquidità e l’effetto del populismo nelle scelte politiche.

Non meno critica viene percepita la situazione politica in Italia e il suo impatto sui Btp. I più preoccupati appaiono i tedeschi: il 60% degli intervistati si aspetta a fine anno uno spread Btp-Bund sopra ai 250 punti base.

Più ottimisti gli investitori italiani: un 20% si aspetta lo spread sotto 100 punti base entro fine anno e un 60% lo vede tra 150 e 200 punti base. Vedono rosa sull’Italia anche i britannici e i francesi: il 10% degli investitori di Londra si aspetta lo spread sotto 100, un altro 10% tra 100 e 150 punti base e un 40% tra 150-200 punti base. Mentre oltre il 60% degli investitori francesi vedeil diferenziale tra Btp e Bund tra 150 e 200 punti base.

 

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