FINANZIARIA:
SI’ DELLA CAMERA
ALLA MANOVRA

21 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

La Finanziaria è legge. La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva la manovra sulla quale il Governo aveva posto la fiducia votata con 337 voti a favore e 262 contrari. La maggioranza richiesta era di 300.

Si tratta del terzo voto di fiducia sulla Finanziaria tra Senato e Montecitorio. Critico il centrodestra: è una manovra recessiva che colpisce tutto il Paese e in particolare il ceto medio. L’ Unione replica: è una manovra di risanamento economico dopo i danni causati dal governo Berlusconi.
“Bisogna guardare ai fatti principali e non agli innumerevoli dettagli”, ha detto a Rainews24 il ministro dell`economia Tommaso Padoa Schioppa che assicura: “Si sono messi a posto i conti, ci sono risorse per le imprese, per programmi sociali nuovi o prer il potenziamento di quelli che esistono già”.

Non solo, ma: “Il peso del debito si alleggerirà, si può avre fiducia nel futuro, ci sono i denari per lo sviluppo e l’equità sociale. Sulle tasse Padoa Schioppa assicura che “ci sono i mezzi perchè l’evasione scompaia”

Il governo ha deciso di ricorrere allo strumento della fiducia per evitare eventuali modifiche che costringerebbero la finanziaria a dover tornare nell’altro ramo del parlamento.

Ma ieri sulla manovra è arrivato il monito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha sottolineato che “anche quest’anno sta per essere approvata in entrambe le Camere col voto di fiducia posto dal governo su un articolo unico comprensivo di un numero abnorme di disposizioni”.

Il governo aveva già chiesto e ottenuto la fiducia del Senato venerdì scorso, una prova molto più delicata per il governo Prodi data la maggioranza risicata di cui gode (157 contro 156). Determinanti, infatti, sono stati i voti dei senatori a vita.

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