Federal Reserve e la beffa del dollaro

24 settembre 2017, di Francesco Melillo

Giornata chiave per la Federal Reserve  mercoledì 20 settembre 2017.

Dopo anni di politiche espansive iniziate nel novembre 2008, il temuto annuncio di ridurre l’enorme bilancio della Federal Reserve  (quantitative tightening)  partirà ad ottobre.

Oggi ammonta a 4500 miliardi di dollari. Acquistati asset per 3670 miliardi di dollari.

Il ritmo sarà inizialmente blando, si parla di 10 miliardi al mese, gradualmente dovrebbe incrementare.

Perchè questa scelta?

Era nei piani, il QE da parte della Federal Reserve e delle altre banche centrali era una misura eccezionale, è necessario ritornare alla normalità per avere riserve da utilizzare in future crisi.

Il problema sta nel fatto che l’inflazione non ha mantenuto il 2% e la crescita c’è ma è anemica.

Messa in discussione la curva di Phillips?

Non esattamente. Uno dei motivi è sicuramente il fatto che è da tempo che si spingeva in questa direzione, ma un altro motivo più inquietante è la paura di una nuova recessione. Quindi la necessità di creare una riserva.

Se fosse vera questa ipotesi ci sarebbe da tremare!

A favore di questa tesi c’è uno dei principali effetti visti nel post annuncio Federal Reserve: cambio del dollaro USA.

Nei minuti vicinissimi all’annuncio della Federal Reserve c’è stato un immediato convincente e prevedibile rafforzamento, in particolare il cambio EUR/USD da valori prossimi all’1,20 è sceso poco sotto 1,19. Nei giorni successivi il trend non ha continuato, anzi benchè non ci fosse stato un poderoso rialzo, ha ripreso ad indebolirsi posizionandosi tra 1,19 e 1,20, nonostante nei mesi scorsi non fosse stata scontata questa notizia. Pochino direi, visti anche i movimenti visti negli annunci precedenti con verso opposto sia della BCE, sia della Federal Reserve.

Il mercato obbligazionario governativo e non USA si è mantenuto mediamente invariato, ma qui nei mesi scorsi la notizia, anche per via dei rialzi dei tassi era stata in qualche modo scontata dal mercato.

Queste le anomalie rilevanti, il resto ha sostanzialmente rispettato le previsioni, soprattutto non c’è stato alcuno shock.

Il debito USA terrorizza, l’innalzamento del tetto del debito sarà un altro evento chiave per capire che cosa sta succedendo.

Aspettiamo e vediamo!

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