Fed: si allontana prossimo rialzo tassi. Nessuna stretta prima di dicembre

10 agosto 2017, di Mariangela Tessa

Non c’è bisogno di alzare i tassi il 19 e 20 settembre se la Federal Reserve inizierà in quel mese la riduzione del suo bilancio, gonfiato negli anni della crisi attraverso l’acquisto di Treasury e bond ipotecari.

Lo ha detto Charles Evans, presidente della Fed di Chicago, secondo cui “dovremmo essere molto attenti nel determinare le prossime mosse” sui tassi. Per Evans, considerato una “colomba” all’interno del Fomc, sarebbe meglio che l’istituto centrale guidato da Janet Yellen aumentasse il costo del denaro nella riunione del 12 e 13 dicembre, quando ci saranno più dati a disposizione anche per valutare l’andamento dell’inflazione.

A questo proposito, Evans ha ironizzato sul fatto che gli piacerebbe vedere l’inflazione  sopra il 2% “a un certo punto” della sua carriera nell’istituto centrale di Washington.

“Credo che se dovessimo [ridurre il bilancio] a settembre, potremmo non alzare i tassi in quel mese. Ciò ci porta a dicembre”, ha aggiunto colui che è membro votante del braccio di politica monetaria della Fed.

Ricordiamo che, nell’ultima riunione del Fomc, lo scorso 27 luglio, la Fed ha lasciato i tassi di interesse Usa all’1-1,25%, livello a cui furono portati lo scorso giugno con una stretta di 25 punti base. Le attese per un nuovo rialzo dei tassi Usa, stando ai futures sui Fed Funds, si stanno progressivamente spostando verso la primavera 2018.

Hai dimenticato la password?