Fed, Powell: “prezzi di Borsa elevati”

27 febbraio 2018, di Daniele Chicca

Alla prima udienza da presidente della Federal Reserve, il politico Jerome Powell ha cercato di mantenere un profilo basso e rassicurare i mercati finanziari sia sullo stato di salute dell’economia sia sull’approccio cauto con cui verrà normalizzata la politica monetaria. Ma una dichiarazione sul fatto che alcuni “prezzi di Borsa sono elevati” ha innervosito l’azionario.

La ricetta ideale per la politica monetaria dei prossimi mesi sarà quella di mantenere un equilibrio perfetto tra scongiurare un surriscaldamento dell’economia e la necessità di garantire una crescita continua, stando a quanto riferito da Powell. Le misure espansive pro crescita e pro aziende del governo Trump, tra cui il maxi piano di riforma fiscale e spese federali, inoltre, non modificheranno le misure politiche monetarie.

Così facendo la guida della Fed ha confermato di fatto la strategia del corso precedente di Janet Yellen, sottolineando che “le nostre analisi ci dicono che i programmi di acquisto di asset finanziari hanno funzionato a dovere”. Nelle ore precedenti giravano indiscrezioni secondo cui Powell sarebbe pronto a tollerare un livello dei prezzi al consumo di anche il 2,5%.

La Fed, secondo Powell, deve evitare un surriscaldamento dell’economia in un contesto di bassa inflazione. Il presidente della Fed lascia insomma intendere che la banca centrale manterrà invariati i piani per un ciclo di rialzo dei tassi graduale, ma non eccessivo, dal momento che l’inflazione rimane al di sotto dell’obiettivo del 2%. Secondo Powell anche i salari dovrebbero mostrare un buon incremento di pari passo con l’inflazione.

Borse sopravvalutate? Powell innervosisce i mercati

Le garanzie offerta da Powell non sono bastate ad attirare investimenti nella Borsa Usa (vedi grafico sopra). Sui mercati i tassi dei Treasuries a due anni si stanno rafforzando al 2,25% dopo essere rimasti incollati nella forchetta compresa tra il 2,2 e il 2,3%. Wall Street scambia oscillando tra i rialzi e i ribassi in mattinata, mentre sul Forex il dollaro, favorito dall’ottimismo di Powell sull’economia e dagli ultimi dati macro, si rafforza di mezzo punto percentuale circa rispetto alle valute concorrenti principali (+0,5% il Dollar Index) e dello 0,17% sulla moneta unica (a quota $1,2292 per ogni euro). Si potrebbe dunque interrompere una serie positiva che per la Borsa americana durava da tre sedute.

Le autorità della Fed si aspettano per il momento tre strette monetarie nel 2018 e Powell non esprimerà l’intenzione di accelerare tale ritmo, nemmeno con un’economia in crescita e con gli stimoli monetari che continuano a favorire la ripresa. Tuttavia, vari economisti e analisti, come quelli di ING Bank, scommettono comunque su quattro rialzi dei tassi nel 2018.

Quanto alla strategia di rientro dalle misure di espansione monetaria straordinaria, Powell vorrebbe che il bilancio della Fed, che verrà ridotto dai livelli mostruosi attuali (4.500 miliardi di dollari), sia composto principalmente da titoli di Stato Usa sul lungo termine. L’intenzione della banca centrale è che “il bilancio non sia più ampio di quello che dovrebbe essere”.

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