Fed più aggressiva di quanto vuol far credere, cresce spettro debito

15 maggio 2018, di Mariangela Tessa

Diventa sempre più numerosa la schiera di economisti che vede una Federal Reserve più aggressiva rispetto a quanto non stia attualmente indicando sul fronte dei tassi. La pensa così anche Peter Hooper, chief economist presso Deutsche Bank Securities, in un’intervista alla Cnbc, ha detto che sebbene la Fed abbia affermato che procederà con un inasprimento graduale, alla fine dovrà spingere sull’acceleratore per via di una crescita più robusta.

“La Fed deve evitare che l’inflazione sfugga dal controllo ma allo stesso tempo evitare di stringere troppo forte mandando l’economia in recessione. Questo è un equilibrio molto delicato” ha spiegato.

L’economista ha anticipato che la Fed probabilmente indicherà il cambiamento di rotta, ovvero quattro invece dei tre rialzi previsti, già  il mese prossimo in occasione della prossima riunione del Federal Open Market Committee.

Va detto che l’opinione di Hooper coincide con il sentiment del mercato, che sconta  un aumento dei tassi al 100% in giugno e una stretta al 78,2%  in settembre (vedi tabella).

Intanto con la Fed che procederà con i rialzi per evitare il surriscaldamento e l’inflazione, Goldman Sachs ricorda che l’istitituto di politica monetaria non distoglie l’attenzione sui rischi per il deterioramento della situazione fiscale.

Goldman stima che lo stimolo fiscale farà aumentare il livello del debito al PIL dal 4% attuale fino al 5,5% entro il 2021. A questo proposito, ieri, il numero uno della Federal Reserve di Cleveland, Loretta Mester ha sottolineato il fatto che gli Stati Uniti dovrebbero guardare al proprio colossale debito e prendere provvedimenti prima che le cose sfuggano di mano.

 

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