FCA: ecco i tre scenari del dopo Marchionne

13 marzo 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – L’addio di Sergio Marchionne alla FCA avverrà nella primavera del 2019 quando ad Amsterdam l’assemblea degli azionisti approverà il bilancio del 2018.

Ma il distacco dal gruppo per il manager non sarà totale visto che dopo ben 15 anni alla guida del Lingotto, Marchionne rimarrà comunque a Maranello in casa Ferrari fino al 2021.

Cosa accadrà nel dopo Marchionne alla FCA? Gli scenari ipotizzati secondo un articolo di Repubblica sono tre. Il primo prevede una fusione con un grande costruttore, il secondo la vendita in blocco del gruppo e il terzo, quello più estremo, una sorta di spezzatino, tanto temuto.

Emissioni: FCA ha testato le sue auto?

Intanto arrivano delle indiscrezioni su un report del ministero dei trasporti guidato da Graziano Delrio sulle emissioni di diesel euro 5 venduti in Italia. In alcune pagine del report si legge infatti, come rende noto Il fatto Quotidiano:

“La figura riporta in dettaglio le emissioni di NOx (…) per tutti i veicoli analizzati dall’Istituto Motori del Cnr e da Fca”.

Andando a ritroso, a seguito dello scoppio del dieselgate della Volkswagen, il nostro ministero ha avviato una collaborazione con l’Istituto Motori del Cnr per eseguire una serie di test a domicilio alla presenza di tecnici del ministero e responsabili delle aziende costruttrici. Dai test emerge che le auto messe peggio sono quelle di Fiat Chrysler che come scrive il quotidiano:

“In condizioni normali di guida presentano sforamenti generalizzati di emissioni inquinanti rispetto alle soglie da rispettare nei test di omologazione”.

Ebbene la parte che fa emergere maggiori dubbi riguarda la scelta di testare le auto non Fca in sedi neutre mentre quelle Fca in strutture della stessa casa automobilistica italo-americana. Da qui una serie di polemiche a cui lo stesso Delrio ha tentato di porre un freno affermando circa un mese fa:

“E’ previsto dalla legge che una parte di questi test possano essere fatti con i tecnici del ministero in laboratori certificati per cui anche in quello della Fiat, che è uno dei più avanzati: non è che li abbia fatti la Fiat su se stessa. Li ha fatti il ministero”.

Questo almeno fino ad oggi quando si scopre nel report che invece è avvenuto il contrario e i veicoli, come è scritto, sono stati analizzati da Fca. Un errore o la verità?

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