FCA e il 2016 da record. Ecco cosa pensa Marchionne di Trump

26 gennaio 2017, di Laura Naka Antonelli

E’ un Sergio Marchionne soddisfatto e ottimista quello che parla alla conference call con gli analisti, commentando i risultati di bilancio del 2016 di FCA. Marchionne risponde alle domande, affrontando non solo la questione della redditivià del gruppo, ma anche quella più scottante delle accuse che sono state lanciate proprio di recente dall’agenzia per la protezione dell’ambiente Usa sulle emissioni inquinanti dei motori diesel.

Riferimento anche all’incontro che si è tenuto tra Donald Trump e i vertici dei colossi dell’auto in Usa. E una precisazione: con Trump lui non ha mai parlato dell’opzione di una fusione tra FCA e GM.

“Non ho mai parlato con Trump di questa opzione. La nostra priorità è completare il piano industriale“. Detto questo, una fusione tra le due case automobilistiche creerebbe secondo il manager il “più grande produttore mondiale di auto e camion, con base negli Stati Uniti”.

Ma, a proposito di Trump, quel è il giudizio che Marchionne ha in merito alla politica economica del nuovo presidente degli Stati Uniti?

Il dirigente afferma di apprezzare “le proposte di Trump e il suo impegno” per il settore automobilistico, e conferma l’impegno a cooperare. “Vogliamo lavorare con Trump”, assicura, sulle nuove norme che intende varare. Il giudizio sulla politica economica di Trump è “complessivamente positivo”.

Marchionne ammette comunque di essere preoccupato per i “possibili effetti asimmetrici di uno strumento come i dazi doganali”. Però è presto per giungere a conclusioni: “Dobbiamo vedere di più del piano economico di Trump, la nostra volontà di seguirlo è chiara”. E bisogna aspettare per capire “se ci sarà davvero un rimpatrio della produzione di camion negli Stati Uniti” dal Messico. Certo è che, se così fosse, “le conseguenze andrebbero ben oltre Fca e coinvolgerebbero tutta l’industria” automobilistica.

Bilancio FCA, Marchionne 2016; “un anno record”

L’AD definisce il 2016 un “anno record” per Fiat Chrysler, aggiungendo che il colosso si sta “muovendo con decisione verso la realizzazione degli obiettivi” del piano industriale. “Il 2016 è stato un anno record e il gruppo ha coperto il 60% del piano industriale previsto fino al 2018″.

Dai risultati di bilancio emerge che:

  • L’utile netto si è attestato a 1,8 miliardi di euro.
  • L’indebitamento netto industriale è sceso a 4,6 miliardi.
  • L’utile netto adjusted è balzato di ben +47% a 2,5 miliardi.

Nel quarto trimestre dello scorso anno, inoltre:

  • l’utile netto ha segnato una crescita +109% a 409 milioni di euro.
  • L’indebitamento netto è calato da 6,514 miliardi a 4,585 miliardi
  • I ricavi netti sono saliti dell’1% a 29,719 miliardi (+1%).
  • L’utile netto adjusted è sceso -48% a 539 milioni.
  • L’Ebit è salito dell’1% a 1,549 mld.

FCA guarda con fiducia al 2017, prevedendo per l’anno in corso ricavi netti tra 115 e 120 miliardi di euro, un ebit adjusted superiore a 7 miliardi di euro, un utile netto adjusted oltre 3 miliardi di euro e un indebitamento netto industriale inferiore a 2,5 miliardi di euro. E in una nota diramata dall’azienda si legge che “i target per il 2017 confermano la convinzione del Gruppo nel raggiungimento degli obiettivi per il 2018″.

Ancora l’azienda:

Tutti “gli obiettivi chiave” del business plan relativo agli anni 2014-18 di FCA sono stati “raggiunti o superati nei primi tre anni del piano industriale”.. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-35779969-b226-4c71-9d00-de4ec34fd86a.html

Infine sulla questione dell’accusa sulle emissioni inquinanti mossa dall’EPA, Marchionne sottolinea che FCA è “nel mezzo di un confronto intenso” con l’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente e che “le discussioni stanno andando avanti bene”. L’AD promette:

Arriveremo a una conclusione abbastanza presto“.

FCA è stata accusata di aver barato nei test sulle emissioni, attraverso l’utilizzo di un software ad hoc.

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