Facebook, Parlamento Ue fa pressing su Zuckerberg: “Venga a Bruxelles”

19 aprile 2018, di Mariangela Tessa

Pressing del Parlamento europeo su Mark Zuckerberg, fondatore e Ceo di Facebook.

“Tutti i gruppi politici dell’Europarlamento sottolineano l’assoluta necessità di una sua personale presenza” per riferire sulla violazione delle norme sulla privacy, “così come ha fatto davanti al Congresso Usa” ha scritto ieri il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, in una lettera inviata a Zuckerberg dopo lo scandalo Cambridge Analytica.

Il Parlamento ha già respinto la proposta del colosso americano di inviare un suo alto dirigente.

Intanto sulle conseguenze del datagate nel mercato hi-tech, Jason Pidcock, Head of Strategy, Asian Income di Jupiter spiega in una nota che mentre le aziende occidentali del settore tecnologico sono sotto pressione, in Asia il quadro è più positivo, specie per il fiore all’occhiello tra le software companies asiatiche: Tencent.

Quest’ultimo, spesso considerato il rivale cinese di Facebook, oltre a essere la società di maggior valore della regione, continua a crescere. Tencent ha recentemente annunciato risultati finanziari superiori alle aspettative degli analisti: l’utile netto di 20,8 miliardi di yuan è stato superiore alla stima più ottimista degli analisti di 18,05 miliardi di yuan. Mentre il dividend payout è ancora basso, il dividendo per azione dell’intero anno di 88 centesimi di dollaro di Hong Kong (HK$) segna un aumento annuale del 44,3%. 

Positive anche propsettive future:

 Dato che la Cina non è una democrazia, le società di social media non possono interferire con le elezioni, e questo le tutela da accuse di ingerenza elettorale, accuse con cui Facebook deve ora confrontarsi sia negli Stati Uniti che, in misura minore, nel Regno Unito. A differenza di Facebook, le aziende cinesi di social media condividono i dati anche con il proprio governo.

 

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