FAANG, striscia negativa più lunga in 7 mesi: pesa guerra dazi ma non solo

7 settembre 2018, di Daniele Chicca

Ieri negli scambi a Wall Street a pochi trader sarà sfuggito un particolare degno di nota, ossia il fatto che il Nasdaq, oltre a essere l’indice azionario più pesante in Usa da due sedute di fila, è destinato a subire il calo settimanale più ampio da marzo. Tanto che qualche operatore sul mercato delle opzioni è rassegnato al peggio e scommette che le cose peggioreranno.

Gli investimenti per proteggersi da ulteriori cali sono aumentati ieri, con le puntate sull’ETF Invesco QQQ Trust (che è legato al Nasdaq 100) che hanno ricevuto un bel boost. Un singolo investitore ha comprato opzioni put che scadano a fines trimestre con uno strike price di $174, scommettendo che il fondo (e quindi l’indice dei tecnologici) perderà il 4% dai livelli attuali.

A influire negativamente sulle contrattazioni in settimana sono stati soprattutto le performance clamorosamente sottotono rispetto agli ultimi mesi delle big del settore hi-tech, che stanno perdendo appeal. I cosiddetti FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google) sono in calo da diverse sedute e hanno registrato la serie negativa più lunga da febbraio (vedi grafico qui sotto).

Ma per i FAANG il periodo di difficoltà potrebbe continuare. I titoli potrebbero infatti subire ulteriori pressioni al ribasso se, come sembra, l’amministrazione Trump imporrà nuovi dazi su 200 miliardi di dollari di prodotti made in China.

Non è ancora chiaro, tuttavia, quanto le nuove tariffe e soprattutto le contromisure preannunciate da Pechino influiranno sui singoli gruppi. Quello che si sa è che Micron, Qualcomm e Intel sono alcune delle società più esposte in Cina come giro d’affari, secondo le stime di Strategas.

I titoli del comparto social media, come Facebook e Twitter, vengono puniti dai timori legati alle nuove norme legislative che potrebbero essere implementate in Usa per rispondere al diffondersi di fake news e della propaganda straniera.

Il settore tecnologico in generale ha preso la strada dei ribassi nelle ultime due sedute, con la domanda per i semiconduttori e per le chiavi di memoria e hard drive esterni che si sta affievolendo. Micron ha perso quasi il 9%.

Morgan Stanley ha avvertito della debolezza nell’industria dei dischi di memoria e KLA Tencor ha riferito agli investitori che il trimestre di dicembre sarà meno buono dl previsto proprio per via della debolezza del settore della memorie flash.

Il Dow Jones ieri è riuscito a chiudere sopra la parità, grazie soprattutto ai rialzi di Boeing (computo finale: +1,32% a 351,27 dollari), ma la situazione generale non è delle migliori in questa fase. In Cina, per esempio, la Borsa è entrata in fase di mercato orso, con l’indice di Shanghai che è scivolato sotto i 2.700 punti.

La notizia positiva per i FAANG è che sinora le vendite si sono concentrati in archi di tempo relativamente ristretti e la fase negativa non è durata a lungo.

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