Evasione: anche Apple e Nike coinvolte nei Paradise Papers

7 novembre 2017, di Alessandra Caparello

Anche Apple nelle email segrete dei Paradise papers che rivelano come il colosso di Cupertino abbia creato una nuova struttura a Jersey, un’isola del Canale della Manica per evadere miliardi in tasse cercando un nuovo paradiso fiscale, dopo che l’Unione europea aveva contestato le agevolazioni ottenute in Irlanda.

Jersey è  una dipendenza della Corona britannica dove la tassazione per le società estere è inesistente. Così un’inchiesta condotta da un pool giornalistico internazionale Icij del quale fanno parte, per l’Italia l’Espresso e Report, ha divulgato 13 milioni di file, i Paradise papers per l’appunto, in cui vengono fatti i nomi delle persone e società che hanno messo i loro capitali in paradisi fiscali. Nomi illustri, da George Soros alla Regina Elisabetta fino al pilota di Formula 1 Lewis Hamilton, Apple e Nike.

In particolare l’inchiesta ha rivelato come due società irlandesi della multinazionale, la Apple Operations International e la Apple Sales International, sono state gestite dalla sede della Appleby – lo studio professionale al centro della nuova fuga di notizie – a Jersey dall’inizio del 2015 fino al 2016, spostamento che avrebbe consentito ad Apple di continuare ad abbattere l’imposizione fiscale.  L’azienda della mela ribatte con una nota nella quale ammette l’esistenza della struttura a Jersey, ma, rivendica di averlo fatto “esclusivamente per assicurare che gli obblighi e i pagamenti fiscali negli Stati Uniti non venissero ridotti”.

Oltre all’Apple, la maxi-inchiesta giornalistica mette a nudo anche le astuzie della Nike che . ha spostato miliardi di profitti alle Bermuda grazie ad un accordo segreto stipulato nel 2006 con l’Olanda, creando un’apposita società creata alle Bermuda, la Nike International Ltd.

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