Banche Eurozona, una bomba a orologeria

19 novembre 2018, di Alessandra Caparello

Nonostante i risultati degli stress test effettuati dalla BCE, le banche dell’eurozona sono calate drasticamente sul mercato azionario e l’indice delle banche europee è diminuito del 25% nonostante le raccomandazioni rialziste da quasi tutti i broker.

Gli utili deludenti, il rischio crescente nella zona euro e nei loro mercati di diversificazione come le economie emergenti, i margini deboli del reddito netto e il basso rendimento del capitale netto tangibile sono fattori che hanno contribuito alla debole performance delle banche europee. Da qui gli investitori esprimono forti dubbi sulle stime di consensus per il 2019.

Le banche dell’Eurozona hanno fatto un buon lavoro nel rafforzamento della loro struttura del capitale, raggiungendo quasi un aumento dell’1% annuo del patrimonio di base Tier 1. Ma la domanda è se questo miglioramento sia sufficiente.

Due sono i fattori che pesano: in primo luogo gli oltre 10 miliardi di euro di Coco bond, ossia i COnvertible COntingent Bond – debiti che diventano capitale all’occorrenza, quando, per esempio, il core tier 1 ratio, il maggiore indicatore della solidità patrimoniale delle banche, scivola sotto una soglia prefissata. Sono bond rischiosi inclusi nel calcolo del capitale di base (vedi grafico sopra).

L’altro elemento preoccupante riguarda il volume totale dei crediti in sofferenza nell’Unione europea, che è sceso progressivamente negli ultimi anni ma che è ancora pari a circa 900 miliardi di euro, ben al di sopra dei livelli pre-crisi, con un rapporto di accantonamenti (provision ratio) di soltanto il 50,7%, secondo i calcoli della Commissione europea. Serve a misurare la mole di riserve di capitale messe da parte per far fronte a eventuali perdite future.

Sebbene c’è stato un calo di circa 1 punto percentuale su base annua, il dato assoluto rimane elevato e il rapporto di accantonamento è troppo esiguo. Il duplice rischio viene definito dal gestore ed economista Daniel Lacalle sul suo blog la “Trillion Timebomb” ossia la bomba a orologeria da mille miliardi per le banche della zona euro.

Una cifra che fa impallidire la capitalizzazione di mercato totale dell’indice MSCI Europe Bank che tocca un valore totale di circa 790 miliardi di euro.

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