Euro surclassa il dollaro, quando si interromperà corsa non stop?

1 agosto 2017, di Daniele Chicca

Molti analisti e investitori non riescono a spiegarsi come mai l’euro continui a salire senza freni nei confronti del dollaro Usa. Ieri la moneta unica ha raggiunto i livelli più alti dal 2015 sul biglietto verde. Mentre le ragioni politiche e monetarie sono sotto gli occhi di tutti – avvicinamento al momento in cui la politica della Bce diventerà più aggressiva e caos politico a Washington DC – è l’entità e durata della tendenza rialzista a stupire.

A giustificare i rialzi sono una serie di ragioni, tra cui la divergenza – specie nei tempi – delle strategie di politica monetaria in Eurozona e in Usa. Mario Draghi annuncerà un processo di tapering dopo anni di stimoli monetari straordinari. Le grandi manovre di normalizzazione dei tassi di Janet Yellen invece sono già alle spalle.

Quanti rialzi dei tassi riuscirà la Fed ad attuare rispetto alle attese e i proclami? Il mercato se ne aspetta al massimo uno a dicembre e forse nemmeno allora si materializzerà una stretta monetaria e bisognerà aspettare fino al 2018. In tutto questo, la crescita economica dell’area euro è stata più robusta delle previsioni e fa ben sperare per la fine dell’anno e per quello successivo.

Un altro motivo è la fine della fase di mercato favorevole al dollaro che si basava su un concetto molto semplice: l’arrivo di una reflazione alimentata dalle misure pro crescita e pro aziende promesse da Donald Trump (alleggerimento fiscale e maxi investimenti nelle infrastrutture).

Dopo che il Congresso a guida Repubblicana, il partito del presidente Trump, non è riuscito più volte a passare la proposta di legge di riforma dell’Obamacare, il piano di assistenza sanitaria, la riforma fiscale è in dubbio. L’ala moderata del partito dei Conservatori è sulla carta contraria a un’espansione del debito e tra qualche mese bisognerà alzarlo il tetto al debito se si vuole evitare un default delle finanze federali americane.

I rialzisti della moneta unica devono però fare molta attenzione e non abbassare mai la guardia. Un’interruzione della corsa dell’euro potrebbe arrivare in qualsiasi momento. Non vanno infatti dimenticate le sussistenti falle strutturali del sistema e la crisi del settore bancario ancora lungi dall’essere superata. I rischi restano elevati.

Dal punto di vista razionale, per chi è convinto che il dollaro continuerà a indebolirsi, piuttosto che continuare a scommettere sulla corsa dell’euro – salito ai massimi di due anni di 1,1839 ieri – secondo alcuni osservatori di mercato varrebbe la pena puntare sulla sterlina. Andare lunghi su una divisa che si è indebolita molto successivamente allo choc della Brexit, ma la cui performance nel 2017 – dopo una fase instabile di assestamento a fine 2016 – è fra le migliori dell’universo del Forex.

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