Società

Euro, non è vero che la gente vuole uscire

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ROMA (WSI) – Ogni tanto bisogna correggere il tiro e fare ammenda e sull’uscita dall’Euro (grafico) l’evidenza è che, contrariamente a quello che si scriveva un anno fa, non c’è segno che i politici e soprattutto l’opinione pubblica vogliano tornare alle lire, peseta, escudo o dracma.

Il Wall Street Journal ha commissionato un grosso sondaggio in tutti i paesi europei in crisi e i risultati sono maggioranze bulgare per rimanere nell’Euro. In Italia, Spagna, Grecia e Portogallo alla domanda “se sia meglio continuare con l’euro o tornare alla lira (escudo, peseta, dracma)?” solo il 20-21% risponde di uscire dall’Euro!!

In aggiunta, come tutti sanno, i politici sono quasi ovunque compatti per l’Euro. Persino in Grecia, nonostante siano al punto che autorizzano la vendita di cibo scaduto a sconto nei supermercati, sono per l’Euro e il partito principale di opposizione, Siryza (di sinistra) parla di cambiare tutto in Europa, ma alla fine dice che una valuta comune è necessaria. Solo i fascisti di Alba Dorata in Grecia sono per l’uscita. Questo riflette il fatto che solo il 21% dei greci vuole tornare alla Dracma. In Italia solo Berlusconi ha fatto qualche accenno al fatto che: “…se si continua così si dovrà uscire dall’euro…” e Grillo chiede un referendum, che però in questo momento sarebbe un trionfo per l’Euro.

Nell’Eurozona solo il Fronte Nazionale di Marine Le Pen è dichiaratamente per uscire dall’euro. Questo non riflette che nel mondo o in Europa si sia diventati più “pro-euro”, in Svezia ad esempio c’è un crollo del supporto all’euro, che è ora sprofondato sotto il 10% (e negli altri paesi che non sono entrati nell’euro, Inghilterra, Norvegia… i sondaggi recenti sono nettamente contro l’Euro). Cosa succede?

Probabilmente in Italia ad esempio ha contato molto il fatto che i BTP, che erano crollati di 30 punti un anno fa, siano tornati in pratica alla parità grazie a Draghi. Se ci fosse un altro crollo dei titoli di stato l’opinione pubblica potrebbe spostarsi, (ma anche prima non ho mai visto un sondaggio in cui il ritorno alla lira superasse il 40%). Paradossalmente più si approfondisce la crisi economica più c’è in Italia un riflesso di timore per non cambiare ed evitare di rischiare con la lira. (Siamo una popolazione anziana!… non bisogna farsi ingannare dai giovani che affollano i comizi di Grillo…)

Questi numeri di sondaggi sono così netti e schiaccianti in tutti i paesi in crisi europei che bisogna prendere atto che a torto o ragione (a torto per la verità) si rimarrà ancora nell’Euro a soffocare. Fino a quando ? Fino a quando la depressione economica non riduca alla disperazione o alla rabbia un numero sufficiente di persone…

Come discusso qui tante volte non solo l’Euro era errato come progetto all’inizio, ma non c’è una ragione economica per rimanerci ora. Qui si è d’accordo, ad esempio, con Claudio Borghi e Alberto Bagnai sulle ragioni per uscirne ora. Ma bisogna prendere atto della realtà: la propaganda pro-euro è ancora schiacciante (basta vedere il PD e la sinistra italiana che in pratica sono uno schieramento pro-euro in economia), le manovre di Draghi e della BCE hanno funzionato nel sostenere i BTP e le banche e la crisi rende la gente più timorosa e avversa ai rischi.

Al contrario nei paesi che non sono entrati nell’euro e in cui le cose vanno relativamente bene, come la Svezia ad esempio, gli ultimi sondaggi mostrano schiaccianti maggioranze CONTRO L’EURO, l’ultimo sondaggio vede l’82% degli svedesi contrari ora all’euro,^, mentre nel 2009 ad esempio i pro-euro erano al 44%.

Evidentemente l’Euro è una trappola, in cui chi è fuori non vuole entrare, ma chi è dentro non può uscire.