Crac Etruria, pressing M5S per sentire Ghizzoni. Boschi trema

6 dicembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Si infiamma la polemica in merito all’audizione dell’ex ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, dinanzi alla commissione di inchiesta sulle banche presieduta da Pier Ferdinando Casini.

La vicenda riguarda il crac di banca Etruria in cui è coinvolto il padre della sottosegretaria Maria Elena Boschi che, secondo quanto rivelato in un suo libro da Ferruccio de Bortoli, avrebbe fatto pressioni sull’ex ad della banca di piazza Gae Aulenti per salvare l’istituto aretino finito poi in risoluzione insieme a CariFerrara, CariChieti e Banca Marche.

Il vicepresidente della Commissione Marino aveva escluso l’audizione di Ghizzoni che potrebbe mettere nei guai Boschi, perché a uso dire di materiale per decidere sulla vicenda del crac Etruria ve ne è in abbondanza.

“Tutti tranne il Pd vogliono ascoltare Ghizzoni”, tuona la deputata pentastellata Carla Ruocco. In realtà solo il Movimento Cinque stelle si sta impuntando per far sentire Ghizzoni in commissione, visto che oltre al Pd e al suo vicepresidente Mauro Marino, sono contrari all’audizione sia Casini che l’altro vice, il forzista Renato Brunetta, il quale non ha formalizzato alcuna richiesta. In realtà come scrive La Stampa, l’audizione di Ghizzoni è cruciale per il destino del governo.

“Se Ghizzoni ammettesse le pressioni, il governo potrebbe esserne travolto e costretto alle dimissioni, se viceversa il banchiere le negasse, per Renzi sarebbe un’inaspettato assist alla campagna elettorale“.

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