ETF, Blackrock: allarme SocGen infondato, “non ha senso”

12 settembre 2018, di Daniele Chicca

Societe Generale ha fatto suonare un campanello d’allarme nel settore dei fondi comuni di investimento quando, citando rischi associati alla concentrazione di liquidità nelle strategie di gestione passiva, ha evidenziato i pericoli rappresentati da un investimento nei fondi comuni.

Le dichiarazioni hanno attirato le ire di Blackrock: “La ricerca si basa su due affermazioni che storicamente non rispecchiano il comportamento né degli investitori né degli ETF”, scrive il primo gestore al mondo per numero di attivi.

“Affermare che tutti gli investitori si comportano nello stesso modo durante periodi di stress sui mercati non ha senso”. Inoltre, abbiamo assistito a una crescita notevole dei volumi sul mercato degli ETF in periodi di nervosismo, quando gli investitori se ne servono come strumento per determinare il prezzo di un asset sul mercato”, grazie alle interazioni tra acquirenti e controparti.

Una settimana fa l’analista di SocGen Sebastien Lemaire ha condotto uno stress test per misurare la fragilità di 16 mila titoli azionari: la conclusione che ne ha tratto è che le small cap, le dividend stocks e i minerari esposti nel settore dell’oro, sono quelli più vulnerabili in caso di contrazione del mercato.

Questo per via della grande quantità di investitori che hanno comprato fondi ETF seguendo una strategia di gestione passiva. Sarebbe molto costoso e difficile uscire da queste posizioni aperte, secondo le stime dello strategist della banca francese.

Inoltre, visti gli acquisti massicci sul mercato da parte della Banca del Giappone, cui fa capo circa l’80% degli investimenti in fondi ETF, l’indice principale della Borsa giapponese Nikkei 225 è altrettanto fragile se dovessero improvvisamente venire a mancare gli acquisti “passivi”.

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